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Un caffè allunga la vita

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Pubblicato il: 12-06-2012

Chi consuma caffè avrebbe un'aspettativa di vita più lunga. Questa la conclusione di un importante studio. Non occorre esagerare: le italianissime 3-4 tazzine al giorno sono la scelta migliore.

Un caffè allunga la vita © Photos.com Sanihelp.it - Bere caffè non aumenta il rischio di decesso in generale e per cause specifiche: a rivelarlo, lo studio Association of Coffee Drinking with Total and Cause-Specific Mortality, pubblicato sul New England Journal of Medicine.

«Questo importante studio – spiega il professor Amleto D’Amicis, vicepresidente della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) e membro del Comitato Scientifico per gli Studi sul caffè (FoSAN) - è il primo a riportare una netta associazione inversa statisticamente significativa tra consumo di caffè e mortalità per tutte le cause, l’associazione inversa è dose dipendente, più caffè si consuma minore il rischio di morte. Altri precedenti studi non avevano evidenziato alcuna associazione tra caffè e mortalità, altri ancora avevano mostrato una debole associazione inversa, raramente statisticamente significativa. Lo studio in questione, oltre al netto risultato, rappresenta anche una ricca fonte di informazioni tra caffè, stile di vita e mortalità che sicuramente stimoleranno approfondimenti di ricerca».

Il caffè è la seconda bevanda più consumata al mondo dopo il tè, gli autori si sono dunque chiesti se il consumo di caffè possa aumentare il rischio di decesso per qualunque causa.

I ricercatori hanno intervistato, rispetto al consumo di caffè e stili di vita, 229.119 uomini e 173.141 donne. Gli intervistati erano sani, senza precedenti tumori o patologia cardiovascolare e cerebrovascolare, di età compresa tra i 50 e i 71 anni. Questi soggetti sono stati seguiti per un periodo di tempo che variava da 1 a 14 anni registrando le cause di morte dei 52.515 soggetti deceduti tra il 1995 e il 2008. Per misurare la forza dell’associazione si è tenuto conto anche di tutti gli altri fattori che potessero influire sullo stato di salute, come per esempio l’abitudine al fumo, il consumo di alcol, il peso corporeo, l’attività fisica e altri stili di vita, in molti casi associate anche al consumo di caffè.

Dai risultati è emerso che, nei soggetti sani, all’aumentare del consumo di caffè diminuiva la mortalità totale. Cosa interessante e poco nota finora è anche che risultati assolutamente sovrapponibili sono stati ottenuti con il caffè decaffeinato. I bevitori di caffè oltre a essere meno soggetti a rischio di mortalità per cause generali, sono risultati anche meno a rischio di decessi per cause più specifiche: malattie cardiache, respiratorie, ictus, lesioni, incidenti, diabete, infezioni. Quanto alle morti per tumore, il consumo di caffè non ha riscontrato alcun effetto.  

La dottoressa Alessandra Tavani, Capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie croniche presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, aggiunge: «Lo studio è metodologicamente corretto e basato su un grosso numero di partecipanti, il che ha permesso di trovare statisticamente significativa la protezione del caffè che studi precedenti avevano solo suggerito. La cosa interessante è anche che il caffè non aumenta il rischio di nessuna delle grandi classi di patologie prese in considerazione dagli autori, nemmeno quelle cardiovascolari, che in passato sembravano aumentare con il consumo di caffè».

Via libera dunque al caffè: un consumo moderato di 3-4 tazze di caffè al giorno rientra in un corretto stile di vita.







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