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Dal convegno

Sconfiggere il panico

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Pubblicato il: 29-05-2012

In un incontro a Como si è discusso il delicato tema degli attacchi di panico, un disturbo molto frequente, soprattutto nelle donne. Le indicazioni degli esperti di Villa San Benedetto Menni (Como).

Sconfiggere il panico © Photos.com Sanihelp.it - Gli attacchi di panico possono essere sconfitti: questo il messaggio che emerge dal convegno La marcia del panico, che si è svolto a Como. L’incontro, organizzato da FORIPSI Onlus attraverso il progetto Fidans, ha visto protagonisti i medici e gli psicologi di Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano (Co).

I disturbi di panico colpiscono circa 3-4 milioni di persone, in particolare donne, con una forte influenza sulla qualità della vita e sulla libertà di movimento. Esordisce prevalentemente in età giovanile ma se curato con correttezza consente di restituire la piena libertà e autonomia nel 90% dei casi.

Il professor Giampaolo Perna, direttore scientifico e primario del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto e professore presso le Università di Miami (USA) e Maastricht (Olanda), sottolinea come spesso ci sia scarsa attenzione al fenomeno dell’attacco di panico, limitandone l’identificazione alla comparsa dell’attacco pieno e violento.

Spiega il professore: «Possono essere identificati quattro livelli differenti di panico. Il livello più eclatante è quello dell’attacco di panico completo che si manifesta con terrore e multipli sintomi fisici, il secondo livello è la comparsa di una forte sensazione di disagio con pochi sintomi (es. forte tachicardia), il terzo, spessissimo non riconosciuto, è una sorta di aborto di attacco durante il quale la persona sente che la crisi sta partendo ma senza alcuna manifestazione fisica; infine esiste una condizione pre-panico che si caratterizza per sensazioni di malessere fisico che coinvolgono soprattutto la respirazione, il cuore e il sistema dell’equilibrio. Compito del clinico è quello di individuare tutti questi fenomeni e impostare un trattamento capace di farli scomparire del tutto. La persistenza anche solo dell’ombra del panico non permetterà alla persona di riprendersi la libertà persa con la comparsa dei primi attacchi».

La Dottoressa Tatiana Torti, psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale di Villa San Benedetto Menni, evidenzia come «La psicoterapia cognitivo comportamentale è la psicoterapia scelta per questi pazienti. Oggi questa psicoterapia si avvale di tecniche innovative come l’esposizione enterocettiva, che consiste nell’affrontare gradualmente le sensazioni fisiche che fanno paura, la realtà virtuale e le tecniche di rilassamento e mindfulness che permettono di affrontare le situazioni temute riducendo la tensione. In futuro saranno in arrivo sia farmaci in grado di potenziare l’efficacia della psicoterapia cognitivo comportamentale che l’uso della terapia via internet, che ha ampie dimostrazioni di efficacia». 

«I pazienti che hanno l’esperienza dell’attacco di panico - aggiunge la Dottoressa Giovanna Vanni, supervisore del servizio di psicoterapia e psicologia di Villa San Benedetto Menni - spesso sviluppano una dipendenza da una persona di fiducia. È importante, una volta bloccati gli attacchi di panico, aiutare la persona a superare questa dipendenza e ritrovare anche una sua autonomia relazionale».

In conclusione il professor Perna sottolinea come troppo spesso le persone con attacchi di panico si trascinino cronicamente le conseguenze di questo disturbo (fobie, ansie e depressioni) perché mal diagnosticate e mal curate. «L’applicazione di strategie terapeutiche senza alcun fondamento scientifico, l’uso di terapie farmacologiche inadeguate e psicoterapie inefficaci condannano il paziente a vivere nella gabbia del panico e dell’agorafobia per anni anche decenni. Il disturbo di panico, è un disturbo tanto terribile nell’esperienza del paziente, quanto curabile al 100%. Basta affidarsi a ciò che la scienza dimostra e avere un po’ di pazienza».


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