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Anziani e sport: insieme si vive meglio

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Pubblicato il: 28-04-2004

Essere anziano non significa dover abbandonare ogni velleità sportiva, donne e uomini che ogni anno soffiano su torte piene di candeline non devono pensare che lo sport sia pericoloso. Certo, la parola d'ordine resta non esagerare.

Sanihelp.it - La società occidentale sta invecchiando. Si calcola che negli Usa intorno al 2030 le persone oltre i 65 anni saranno circa 70 milioni, e quelle al di sopra degli 85 arriveranno a toccare i 10 milioni su circa 300 milioni di persone.

Questi dati sono stati spunto di dibattito durante il convegno interregionale tenutosi a Milano, Il cuore nella vita dell’anziano prevenzione dei rischi, nel quale è intervenuto il professor Bruno Carù primario di Medicina dello sport presso la casa di cura Santa Maria di Castellanza in provincia di Varese che ha focalizzato l'attenzione sul legame, ormai sempre più stretto, tra anziani e sport..

«Se parliamo di attività sportiva», spiega Carù, «dobbiamo subito constatare come le funzioni cardiache e fisiologiche tendono a regredire con il passare degli anni.
La massima frequenza cardiaca di lavoro, per esempio, viene calcolata attraverso la semplice formula 208 – 0.7 x ETÀ, quindi una persona di 70 anni mediamente potrà al massimo sostenere una frequenza cardiaca di 159 battiti al minuto».

Questa diminuzione è dovuta a fattori intrinseci come le cardiopatie silenti, ed estrinseci come tutte le patologie derivanti dall’abitudine al fumo, dalla sedentarietà e dall’abuso di alcol.

L’attività fisica può essere molto importante in questo ambito perché è in grado di correggere alcune patologie che insorgono con il passare degli anni.

«Dobbiamo fare una distinzione fondamentale», spiega Carù, «perché più che la quantità e la qualità dell’attività sportiva è importante la continuità e la personalizzazione».

Quando una persona anziana vuole svolgere una determinata attività fisica il medico di famiglia gioca dunque un ruolo chiave.

«Prima di tutto è importante conoscere la particolare condizione fisica del soggetto perché ci sono persone che anche a 70 anni hanno capacità di lavoro elevate. Poi è importante conoscere il tipo di attività che si vuole intraprendere.
A livello conoscitivo, l’anamnesi non ha un grande valore perché molte volte la motivazione e la voglia di fare portano a raccontare delle piccole bugie circa il proprio stato di salute, io consiglio due esami fondamentali:l’ecocardiogramma e la prova da sforzo con un monitoraggio della pressione arteriosa».

Dopo una certa età c’è una grande dispersione nel livello di prestazioni. La cosa davvero importante è comunque svolgere dell’attività fisica, anche in maniera molto blanda. Una passeggiata di 30 - 40 minuti al giorno da già i suoi benefici e tre o quattro passeggiate a ritmo sostenuto alla settimana possono essere un vero toccasana.


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Redazione Sanihelp.it

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