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Anticoncezionali

Contraccettivi ormonali: non solo pillola

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Pubblicato il: 05-06-2012

Cominciamo un percorso di approfondimento delle opzioni anticoncezionali a base di ormoni alternative alla pillola. Da scegliere con il ginecologo.

Contraccettivi ormonali: non solo pillola © Photos.com Sanihelp.it - Cresce l’interesse delle donne verso i contraccettivi alternativi alla pillola, cioè quei prodotti che rilasciano ugualmente ormoni in grado di impedire l’ovulazione e quindi evitare gravidanze indesiderate, ma che non necessariamente devono essere assunti per bocca. Per questo se ne è parlato anche all’ultimo congresso dell’Associazione ginecologi universitari italiani.

Di alternative ne esistono diverse, ciascuna con dosaggi ormonali e modalità di uso differenti: anello vaginale, cerotto transdermico, impianto sottocutaneo e spirale medicata. Ne approfondiremo caratteristiche e modalità d’uso nelle prossime settimane.

In linea generale, però, queste alternative offrono tutte un vantaggio rispetto alla pillola: «Gli ormoni assunti per bocca debbono inevitabilmente passare da stomaco e intestino per essere assorbiti e questo determina un livello ormonale non costante nell’arco delle 24 ore, tanto più se la donna soffre di problemi di malassorbimento. Inoltre vengono metabolizzati a livello del fegato» spiega il professor Massimo Moscarini, presidente dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani.

 «La somministrazione per via locale, invece, salta questi due passaggi e permette di avere un rilascio costante nell’organismo degli ormoni, ottenendo il risultato contraccettivo a dosi di ormoni più basse e senza appesantire il lavoro epatico» continua il medico.

Il minor dosaggio ormonale si può tradurre anche in minori effetti collaterali, come nausea, aumento di peso, tensione mammaria e mal di testa. Poiché comunque sempre di ormoni si tratta e sono sempre gli stessi a essere usati, cioè estrogeni e progestinici in combinazione o solo progestinici, restano le stesse controindicazioni valide per la pillola (per esempio vanno valutati attentamente nelle donne con fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e con casi di tumore al seno in famiglia). E nessuno di questi contraccettivi protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili (ricordiamolo, l’unico è il preservativo).

Da non dimenticare: sono farmaci a tutti gli effetti, con indicazioni e controindicazioni, la cui prescrizione va fatta dal ginecologo in modo personalizzato, cioè non solo in base alle esigenze contraccettive della donna, ma anche al suo stato di salute.


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