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4 passi per ridurre gli sprechi

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Pubblicato il: 19-06-2012

Ogni anno si sprecano circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, per errori nella spesa, nella conservazione degli alimenti o nella preparazione dei piatti. Ecco come ridurre gli sprechi e risparmiare soldi e salute.

4 passi per ridurre gli sprechi © Photos.com Sanihelp.it - Secondo uno studio del Barilla Center for Food and Nutrition, lo spreco del cibo nel mondo ha assunto proporzioni preoccupanti.

Ogni anno si sprecano circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo: una quantità sufficiente a sfamare la popolazione del Nord Africa. Le famiglie europee sprecano il 25% della spesa alimentare domestica: la quantità di cibo che un consumatore europeo getta via all’anno è di circa 76 chili.

Per quanto riguarda l'Italia, la quantità di cibo ancora commestibile annualmente sprecato ammoneta a 8,8 milioni di tonnellate (27 Kg pro-capite, con una perdita finanziaria media di 454 euro per famiglia). Nelle famiglie italiane viene sprecato mediamente il 35% dei prodotti freschi, il 19% del pane e il 16% di frutta e verdura.
Ognuno dei circa 600 ipermercati sul territorio italiano getta via 250 chili di cibo al giorno per ragioni estetiche o per la prossimità della data di scadenza del prodotto.

Ma le notizie non sono tutte negative: gli italiani hanno ridotto del 57% lo spreco alimentare per effetto della crisi economica: ben 3 su 4 prestano maggiore attenzione alla spesa rispetto al passato, per combattere gli sprechi e quindi risparmiare di più.

Tra le mura domestiche troppo cibo viene cucinato, preparato o servito o non viene consumato in tempo: si pensi al cibo e alle bevande gettate via perché hanno superato la data di scadenza indicata sulla confezione. Infine lo stesso consumatore finale è spesso indotto ad acquistare prodotti alimentari oltre le reali necessità.

Dal punto di vista nutrizionale e della salute, gettare via una gran quantità di cibo significa sprecare i nutrienti contenuti in quegli alimenti, che potrebbero essere sufficienti a soddisfare i fabbisogni nutrizionali di una moltitudine di persone.

Evitare lo spreco consentirebbe anche di ridurre il riscaldamento globale (se lo spreco fosse dimezzato, le emissioni di gas serra sarebbero decurtate almeno del 5%) e risparmiare 17 milioni di tonnellate equivalenti di emissioni di CO2 all’anno (come togliere dalla strada 1 auto su 5).

Lo spreco di cibo consuma anche la limitata superficie di terreni agricoli a disposizione: se si consumasse di meno, i territori potrebbero essere impiegati in modo diverso, coltivando risorse che popolazioni indigenti potrebbero facilmente acquistare (cereali, ecc.).

Ma quali sono le azioni che si possono mettere in atto per ridurre lo spreco di cibo?

1. Fare la spesa in modo oculato. Pianificare cosa preparare in base agli alimenti presenti in frigorifero e in dispensa. Verificare cosa c'è e cosa manca. Leggere l'etichetta al momento dell'acquisto. Monitorare le scadenze. Se possibile, non acquistare grandi quantità di cibo. In caso prevedere scadenze scaglionate. Acquistare prodotti di qualità con informazioni corrette, packaging adeguato, provenienza certificata. Privilegiare prodotti con flussi di preparazione e distribuzione certificati. Valutare accuratamente la quantità degli ingredienti e il numero di piatti da preparare. Attenzione alla stagionalità delle verdure e dei prodotti freschi.

2. Organizzare bene la dispensa. Monitorare le scadenze dei prodotti in dispensa. Sistemare la dispensa in modo appropriato: i prodotti in scadenza posizionati davanti. Aggiungere etichette. Conservare in recipienti e luoghi adatti.  Attenzione alle temperature di frigoriferi e freezer. Attenzione alla conservazione dei prodotti freschi: non unire, per esempio, frutta acerba con frutta matura per non innescare l'attività enzimatica.

3. Preparare bene i cibi. Cercare di ridurre gli scarti di preparazione e utilizzare più parti dell'ingrediente (per esempio, carciofi: utilizzo di foglie e gambi, carne: utilizzo di parti meno pregiate, come il 5° taglio). Preparazioni che allungano la shelf life dell'ingrediente. Per esempio: nel caso di uova prossime alle scadenza preparare pasta fresca, pulire e sbollentare vegetali, metterli in un sacchetto e conservarli in freezer, utilizzare scarti di pesce o carni per preparare brodi, fondi o infusi.

4. Usare tecniche di cottura e procedure appropriate per valorizzare preparazioni e ingredienti e per agevolarne un eventuale riutilizzo. Per esempio: carne: utilizzare pentole adatte con fondo pesante per avere una corretta trasmissione del calore e non disperdere succhi e liquidi interni, limitare la quantità di olio o burro mettendo il coperchio sulla padella; utilizzare scarti di preparazione, come per esempio i ritagli di carne cruda, per preparare ragù e ripieni, utilizzo della stessa acqua di cottura per più preparazioni. Per esempio, l’acqua di cottura delle verdure può essere utilizzata per cuocere la pasta.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Barilla Center for Food and Nutrition

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