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Strage in Ucraina

Euro 2012: l'Italia gioca e la strage dei cani continua

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Pubblicato il: 19-06-2012

Nonostante i numerosi appelli per fermare lo sterminio dei cani in Ucraina e Polonia, il massacro dei poveri cani randagi non si arresta.

Euro 2012: l'Italia gioca e la strage dei cani continua © Rete Sanihelp.it - Con l’inizio degli Europei di calcio 2012, si pensava che il massacro degli amici a 4 zampe finisse. Mesi fa iniziò la strage di cani e gatti randagi in Ucraina per liberare il paese da milioni di animali sfortunati e senza famiglia.
Tutto questo perché l’Ucraina è uno dei paesi che ospita gli Europei di calcio 2012 e non voleva dare una brutta immagine alla televisione con tutti quegli animali randagi in giro.

Le associazioni animaliste, sia ucraine che europee, parlano di almeno 10 mila vittime negli ultimi mesi, ma tenere un conto preciso di quanti animali siano caduti in Ucraina è molto difficile.

A nulla sono servite tutte le manifestazioni delle associazioni animaliste di tutta Europa per cercare di salvare i nostri piccoli amici.
Infatti anche durante la disputa del campionato europeo di calcio il massacro di cani e gatti continua.

A testimoniarlo Andrea Cisternino, fotoreporter italiano e delegato dell’OIPA che vive e lavora a Kiev, che ha diffuso un inquietante voce: i più bravi cacciatori di cani hanno la possibilità di entrare gratuitamente negli stadi dove si svolgeranno le partite di calcio. «È una questione di impegno e trasparenza. – Afferma Cisternino - Nessuno accusa la UEFA di aver comandato le uccisioni, ma poteva sicuramente usare il suo peso diplomatico per costringere veramente le autorità ucraine a fermarle».

Sono bastate poche partite per far passare in secondo piano questo olocausto degli amici pelosi. Nei giorni scorsi non si è parlato d’altro che del probabile biscotto tra Croazia e Spagna per eliminare l’Italia dalla competizione e dei nostri amici a 4 zampe ci siamo completamente dimenticati.

Tutti a parole siamo sdegnati però quando si tratta di passare ai fatti non rinunciamo a vedere le partite della nostra nazionale magari davanti ad un bicchiere di birra insieme agli amici.

Dovremmo prendere esempio da Roberto Manduca, il titolare di un locale a Diano Marina in Liguria, che non sta trasmettendo le partite nel suo locale comprese quelle della nazionale italiana. Un gesto molto coraggioso il suo soprattutto in un periodo così difficile come questo. Quanti saranno disposti a fare altrettanto fino alla conclusione degli europei?



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ENPA, OIPA

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