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La toxoplasmosi nel gatto

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Pubblicato il: 10-07-2012

Patologia piuttosto diffusa nel gatto e può essere molto pericolosa per le donne in gravidanza.

La toxoplasmosi nel gatto © Photos.com Sanihelp.it - La toxoplasmosi è una zoonosi (malattia che può essere trasmessa all’uomo) provocata da un protozoo (Toxoplasma condii) che presenta un complicato ciclo di vita, durante il quale si moltiplica nei muscoli di numerosi animali e nell’intestino del gatto.

I gatti si infettano ingerendo il parassita in uno dei suoi tre stadi infettivi: cisti, oocisti o tachizoite. In seguito all'ingestione delle cisti presenti nelle prede infestate (roditori o uccelli) inizia il ciclo infettivo intestinale.

Il ciclo può essere di due tipi:
Intestinale: in questa fase gli organismi si sviluppano e si riproducono nelle pareti dell’intestino divenendo oocisti. Piano, piano sporulano e divengono così infettive. Vengono espulse con le feci e sono molto resistenti all’ambiente.

Extraintestinale: durante la fase intestinale, alcune oocisti possono penetrare più profondamente nell’intestino e si moltiplicano sotto forma di tachizoidi. Questi organismi, una volta completato il ciclo di sviluppo, diffondono in altre parti dell’organismo al di fuori dell’intestino. la risposta immunitaria del gatto limita questo stadio dell'organismo, che entra in uno stadio dormiente o di riposo, formando cisti nei muscoli e nel cervello. La maggior parte delle cisti rimangono dormienti per l'intera vita dell'ospite.

La causa dell’infezione è dovuta al consumo di carni crude oppure ingerendo il parassita che è stato eliminato dal gatto attraverso le feci.

Appena espulso il parassita non è infettivo ma lo diventa dopo pochi giorni in quanto, le feci deposte sul terreno sono un ottimo substrato per lo sviluppo e la crescita di questo parassita.


La toxoplasmosi colpisce maggiormente i piccoli e gli adulti giovani piuttosto che quelli più anziani. I sintomi sono precoci, tipici e non specifici: sonnolenza, depressione, perdita di appetito e febbre.

Nell’uomo questa malattia non provoca particolari danni, tranne in quei soggetti con scarse capacità di difesa (immunodepresse).

Diventa pericolosa quando una donna si infetta durante la prima gravidanza per la prima volta soprattutto durante il secondo trimestre. In questi casi si può verificare l’aborto, gravi casi di malformazione del feto e anche neonati affetti da una forma molto grave della malattia.

Per prevenire la malattia è opportuno non alimentare il proprio gatto domestico con carni crude e bisogna somministragli cibo in quantità sufficiente in modo che non mangi topi o uccelli. Meglio eliminare le sue feci tempestivamente prima che diventino infettanti e risciacquare con abbondante acqua calda i recipienti con cui sono state raccolte.

Per le donne prima o all’inizio della gravidanza, dovranno sottoporsi ad un apposito esame del sangue il cui esito negativo significa che non possiede gli anticorpi contro il toxoplasma e durante la gravidanza dovrà seguire scrupolosamente norme igieniche: non toccare gatti, lavarsi le mani dopo ogni contatto con terra o carni crude, consumare solo carni cotte e lavare con cura la frutta e la verdura che dovranno essere consumate crude.


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Malattie del cane e del gatto

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