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Un medico su tre non conosce la legge sul dolore

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Pubblicato il: 18-07-2012
Sanihelp.it - Il medico di famiglia rappresenta sul territorio il principale riferimento del malato di dolore. 4 visite su 10 effettuate nell’ambulatorio del generalista riguardano persone con patologie algiche, che spesso vengono trattati impropriamente con Fans.

I Fans nel 2011 hanno fatto registrare in Italia una spesa pari a 181 milioni di euro, ai quali si aggiungono i costi dei gastroprotettori spesso abbinati; di contro, gli oppioidi si sono limitati a 65 milioni di euro. L’Italia, terzo Paese in Europa per prevalenza di dolore cronico non oncologico (26% della popolazione), dopo Norvegia (30%) e Polonia (27%), si conferma così al primo posto per consumo di Fans.

Di fronte a questi numeri, l’invito rivolto da Impact 2012, il più importante summit multidisciplinare sul dolore in Italia, a tutti gli addetti ai lavori è quello di puntare a una migliore appropriatezza diagnostico-terapeutica per conciliare efficacia ed efficienza.

Nonostante la Legge 38 negli ultimi due anni abbia determinato una crescita nel consumo di oppioidi, le prescrizioni effettuate dai medici di medicina generale nel 2011 rivelano una marcata disomogeneità, con regioni più virtuose quali Friuli, Toscana, Liguria e Piemonte e altre fanalino di coda come la Campania.

La situazione non migliora per quanto riguarda i medici specialisti. A rivelarlo è una ricerca condotta dall’Associazione pazienti Vivere senza dolore su clinici afferenti a 20 diverse discipline, tra cui medicina interna, ortopedia, oncologia, geriatria e reumatologia: 1 medico su 3 non sa che non è più necessario il ricettario speciale per prescrivere gli oppioidi, mentre solo 1 su 5 è a conoscenza del fatto che questi farmaci si possono impiegare anche per la cura del dolore severo di origine non oncologica.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Impact 2012

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