A Roma scoperti i nanomateriali che combattono i batteri
di Roberta Camisasca
Pubblicato il: 26-07-2012
Sanihelp.it -
Tessuti che riconoscono le sostanze nocive da utilizzare per abiti da lavoro intelligenti, materiali per il rilascio controllato di farmaci all’interno del corpo umano, tester sulla qualità dei capelli naturali per l’extension: sono alcune delle possibili applicazioni delle ricerche condotte nel nuovo Laboratorio per le Nanotecnologie e le Nanoscienze della Sapienza di Roma.
Proprio nel verificare la sicurezza di questi materiali, il team della Sapienza ha fatto una scoperta sorprendente: le nano placchette di grafene, usate per l’esperimento, non solo non sono dannose alla salute degli esseri viventi, ma sono in grado di
contrastare l’azione di batteri, anche patogeni, per l’uomo.
I ricercatori hanno infettato il nematode
Caenorhabditis elegans, il verme più studiato dai genetisti e innocuo abitante del terreno, con un batterio,
Pseudomonas aeruginosa, patogeno anche per l’uomo. Quindi hanno studiato la localizzazione di nanoparticelle di grafene all’interno del nematode dopo l’ingestione. Le nanoparticelle sono risultate
prive di tossicità acuta e cronica, dimostrando al contrario una buona capacità antibatterica e migliorando l’attesa di vita dei nematodi.
Il sistema in vivo impiegato ha la potenzialità di suggerire ai ricercatori
il tipo di controlli da effettuare a un livello successivo di utilizzo pratico sui mammiferi e sull’uomo.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Università La Sapienza
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