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L'importanza della prevenzione

Incontinenza: 4 regole salva-vita

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Pubblicato il: 24-07-2012

È un problema che può influenzare tanti aspetti della vita quotidiana. Ecco i consigli diffusi durante la Giornata dell'incontinenza del mese scorso.

Incontinenza: 4 regole salva-vita © Photos.com Sanihelp.it - L’incontinenza è, ormai, una questione globale, inserita anche nell’agenda del Parlamento Europeo. Solo in Italia sono circa 5 milioni i cittadini interessati da questa condizione, che differisce profondamente tra uomo e donna e che, come nel resto d’Europa, registra un maggiore incremento a partire dai 65 anni di età.

Per ribadire, anche a livello istituzionale, le istanze di tutte le persone con incontinenza, dal 2007, il 28 giugno di ogni anno, si celebra in Italia la Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza.

Nel nostro Paese, il 60% di chi soffre di incontinenza sono donne, ma se gli effetti negativi derivanti da questa condizione possono estendersi a ogni componente della personalità, sia nelle donne sia negli uomini, creando disagi che possono sfociare in complessi di inferiorità e tendenza all’isolamento, vi è sostanziale differenza dell’origine del problema tra i due sessi.

Nelle donne l’incontinenza può insorgere a causa di uno o più parti naturali, di cambiamenti ormonali (menopausa) e del prolasso dell’utero. Negli uomini, invece, è determinata dai cosiddetti Sintomi del Basso Tratto Delle Vie Urinarie o LUTS (Lower Urinary Tract Symptoms).

«Sia nell’uomo che nella donna - spiega il dottor Massimo Perachino, Direttore della S.O.C. di Urologia dell'Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato – le perdite urinarie sono un sintomo, non una malattia di per sé, e vanno quindi indagate per identificarne la causa. Quando una donna inizia a lamentare il problema, il consiglio è di rivolgersi allo specialista urologo. Se affrontata per tempo, non esiste un'incontinenza urinaria incurabile».

«Diverso il discorso per l’uomo – precisa l’esperto – poiché i LUTS sono sintomi comuni, che colpiscono oltre il 50% dei maschi con più di 50 anni, e possono essere causati dall’ingrossamento della prostata, come da interventi chirurgici, e sono influenzati anche dall’avanzare dell’età. Anche questi disturbi, se affrontati in modo adeguato, possono essere tenuti sotto controllo e curati in modo efficace».

Come è emerso nel corso del IV Global Forum of Incontinence, per assicurare una buona qualità di vita alle persone con disturbi urinari, oltre alla conoscenza delle differenze fisiologiche e dell’eziologia del problema negli uomini e nelle donne, è necessario fare prevenzione.

Come ha dichiarato la dottoressa Jeanette Brown, Founder and Director of the UCSF Women’s Continence Center dell’University of California di San Francisco, perdere peso e fare esercizio consente di ridurre fino al 50% il rischio di disturbi urinari.

La prima cosa da fare è verificare se piccoli cambiamenti nello stile di vita possono portare a un miglioramento.

1. Non smettere di bere. Potresti essere tentato di ridurre la quantità di liquidi ingeriti, ma questo potrebbe rendere la tua urina più concentrata, aggravando le condizioni della vescica e rendendola più attiva. Continuando a bere, l'urina manterrà un sano colore paglierino pallido. Caffeina, alcol e bevande gassate hanno un effetto diuretico che aumenta il tuo bisogno di urinare.

2. Controllo del peso. Esiste una relazione tra il sovrappeso e l'incontinenza. Se quindi hai già pensato di dimagrire, questo è un buon motivo in più per non rimandare.

3. Non fumare. Non è il fumo di per sé a provocare l'incontinenza, ma la tosse che lo accompagna, la quale può esercitare una pressione sulla vescica.

4. Esercizi muscolari. Spesso è possibile migliorare il controllo sulla vescica eseguendo semplici esercizi di rafforzamento del pavimento pelvico. Se si eseguono regolarmente esercizi di rieducazione pelvica per un periodo di 3-6 mesi, l'incontinenza leggera o moderata può infatti migliorare, o addirittura guarire. Uno specialista potrebbe inoltre consigliare una rieducazione mediante l'uso di apparecchiature, come il biofeedback e la stimolazione elettrica.


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