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Automedicazione

Tagli e ferite: come intervenire

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Pubblicato il: 07-08-2012

Piccolo manuale di pronto soccorso per incovenienti e fastidi delle vacanze: tagli, ferite, abrasioni e ustioni. Si può ricorrere al fai-da-te, basta seguire alcune semplici accortezze.

Tagli e ferite: come intervenire © Photos.com Sanihelp.it - Spiagge, piscine, viaggi e ore piccole: d'estate piccole ferite, leggeri tagli, abrasioni, scottature sono all'ordine del giorno. Questi fastidi e dolori, se trascurati, possono dare origine a infezioni e ad antiestetiche cicatrici.

Le ferite sono abrasioni traumatiche, spacchi spontanei della pelle che, se non vengono curati in maniera tempestiva e con attenzione, possono lasciare il derma indifeso dalle aggressioni dei germi, esponendolo al rischio di infezione, con conseguenti antiestestiche cicatrici.

Ecco un utile vademecum per affrontare i piccoli inconvenienti delle vacanze.

1. In presenza di una ferita, non si agisce sempre nello stesso modo. Sebbene la pulizia, la disinfezione e la fasciatura/protezione siano fasi comuni alla gestione delle ferite, è importante procedere in base al tipo di lesione. Le ustioni differiscono in base alla gravità, e soprattutto sono diverse da tagli, escoriazioni e abrasioni.

2. In caso di ustioni, tagli o escoriazioni, pulire la ferita con acqua rappresenta il primo rimedio utile. In caso di ustione è necessario togliere gli indumenti a contatto con la zona colpita; in questa situazione l’acqua lenisce anche il dolore.

3. Il materiale più indicato per rimuovere la sporcizia dalla ferita è la garza. Il cotone può lasciare dei residui.

4. La formazione di cicatrici è legata alla tipologia della ferita e alla sua gravità. Per lesioni di piccola entità, è importante non permettere il manifestarsi di infezioni, ricorrendo all’utilizzo di antibiotici, e facilitare la rimarginazione con l’utilizzo di prodotti che aiutino la cute come, per esempio, gli aminoacidi.

5. Un consiglio soprattutto rivolto ai bambini, è quello di non togliersi le crosticine, lasciando che il processo di guarigione si completi in modo naturale.

6. Fasciare le ferite è importante, soprattutto inizialmente, per impedire a fattori esterni di venire a contatto con la lesione e dare luogo a infezioni. La fasciatura, però, non deve essere occlusiva ma permettere il passaggio dell’ossigeno, pur mantenendo la sua funzione di barriera. È consigliabile cambiarla con frequenza costante per monitorare l’andamento del processo di guarigione.

7. In caso di vesciche legate a ustioni, cercare di bucarle per facilitare la fuoriuscita del pus è pericoloso: si scoprono parti del derma particolarmente sensibili e infettabili.

8. Le ferite di piccola entità, siano ustioni, tagli o abrasioni, possono essere gestite ricorrendo a farmaci di automedicazione, senza ricorrere alla visita medica. L’importante è seguire le indicazioni del foglietto illustrativo e i consigli del farmacista. Oggi c'è un farmaco che, grazie ai suoi principi attivi, produce una duplice azione: con i due antibiotici di cui è composto – neomicina e bacitracina – evita le infezioni che possono derivare dal contatto con i germi della parte lesa, con gli aminoacidi – la cui azione fondamentale è quella di ripristinare la funzione di barriere della cute – favorisce una rapida guarigione.

9. Nel caso il primo intervento non porti a miglioramenti nei tempi indicati, è consigliabile consultarsi con il proprio medico di fiducia. Maggiori informazioni su www.cicatrene.it.


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