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Problemi Riproduttivi

La pseudogravidanza nella cagna

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Pubblicato il: 04-09-2012

Un problema molto diffuso nel cane che si manifesta come una vera e propria gravidanza ma in realtà l'animale non è realmente in dolce attesa.

La pseudogravidanza nella cagna © Photos.com Sanihelp.it - La pseudogravidanza, conosciuta anche come falsa gravidanza, gravidanza isterica pseudociesi, è una condizione molto frequente nelle cagne (50-70% delle cagne ne soffre). Non è una vera e propria patologia ma spesso può essere la causa dell’insorgere di altre patologie tant’è vero che viene definita da molti studiosi una «normale anormalità».

La pseudogravidanza è da considerarsi un evento parafisiologico e la causa è dovuta ad un aumento del livello ematico di prolattina (ormone responsabile dell’inizio e mantenimento della lattazione).

Secondo diversi studi etologici questo era un fenomeno normale all’interno di un branco di canidi selvatici in quanto garantiva la sopravvivenza del maggior numero possibile di cuccioli. Infatti, all’interno del branco, nonostante molte femmine andassero in calore contemporaneamente, solo la femmina alfa poteva accoppiarsi con il maschio alfa.

Dopo il parto i cuccioli nati, spesso in numero molto elevato, potevano venire accuditi o allattati anche da femmine senza prole in modo da garantire la sopravvivenza dei cuccioli stessi (anche nel caso in cui la femmina alfa fosse morta o avesse poco latte).

Questo comportamento, molto importante in natura, diventa per i nostri cani domestici una situazione certamente fastidiosa per i proprietari e generalmente dannosa per gli animali stessi, che se non trattata può portare allo sviluppo di patologie ben più gravi a carico dell'apparato riproduttivo.

Questo disturbo si presenta nelle cagne circa 1 o 2 mesi dopo il calore. Queste mostrano veri e propri segni clinici di gravidanza e lattazione anche se non si sono accoppiate.

In questa situazione si possono verificare dei cambi di comportamento: appartarsi, cercare il contatto con il proprietario in modo ossessivo, scavare nella cuccia (come avviene nella vera gravidanza), comportamento materno verso i cuccioli di altre cagne, verso i gattini o cuccioli di altre specie o addirittura a giochi inanimati od oggetti di vario genere (peluche, bambole o altro).

Inoltre si può verificare un aumento di volume delle mammelle con conseguente produzione di latte in quantità variabili e una lieve distensione addominale.

Per quanto riguarda la terapia nella maggior parte dei casi non si devono somministrare farmaci in quanto il problema si risolve spontaneamente.

Nel caso in cui ci sia un’imponente produzione di latte bisognerà somministrare farmaci antiprolattinici ed ormoni tiroidei per bloccare l’azione della prolattina. Infatti il ristagno di latte a livello mammario può favorire l’insorgenza di processi infiammatori (mastiti) a carico della ghiandola mammaria.

Se questi episodi si ripetono frequentemente sarebbe meglio intervenire chirurgicamente con l’ovarioisterectomia (asportazione di ovaie ed utero) che elimina il problema in modo definitivo. Se questo intervento viene eseguito in una cagna giovane si può inoltre prevenire lo sviluppo di eventuali tumori mammari molto frequenti nel caso di ripetute sollecitazioni ormonali dovute a continue lattazioni.


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Veterinari.it

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