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Bambini aggressivi: futuri delinquenti?

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Pubblicato il: 25-04-2004

Uno studio recente suggerisce che il comportamento di un bambino durante gli anni precedenti l'adolescenza può farci prevedere se il suo futuro di giovane adulto sarà caratterizzato da depressione, comportamento violento o fobia sociale.

Sanihelp.it - Uno studio decennale, effettuato negli Stati Uniti raccogliendo dati relativi a 765 bambini di età compresa tra 10 e 11 anni, ha rivelato che quelli che riferivano problemi comportamentali tra cui aggressività o furti, rispetto ai coetanei più tranquilli, vedevano quadruplicare le probabilità di manifestare depressione o comportamenti violenti entro i 21 anni di età.

Secondo quanto afferma l’autore principale della ricerca, il dottor W. Alex Mason, «La notizia positiva è che questi risultati indicano che per genitori, insegnanti e servizi sociali esiste la possibilità di individuare i problemi comportamentali dei giovanissimi e di intervenire per contenere il problema e prevenire successive manifestazioni di violenza e depressione».

Studi precedenti hanno anche dimostrato che i problemi emotivi e comportamentali dell’infanzia spesso precedono comportamenti antisociali in età adulta. La timidezza a volte riferita dai bambini, per esempio, anticipa a volte il rischio di sviluppare una fobia sociale.
In molti casi però i risultati di questi studi non hanno potuto essere generalizzati perché il gruppo studiato proveniva da una clinica e non dalla comunità.

Per ovviare a questo problema, Mason e i suoi collaboratori dell’Università di Washington hanno condotto uno studio a lungo termine su alcuni scolari delle elementari dei quartieri ad alto tasso di criminalità di Seattle.

Dieci anni dopo, il 21% dei ventunenni affermava di avere commesso almeno due atti violenti nel corso dell’anno precedente e rispettivamente il 20 e il 17% sosteneva di avere sofferto di depressione o fobia sociale nello stesso periodo.

Non bisogna esagerare con gli allarmismi: una lite occasionale o altri problemi di condotta del proprio figlio non sono per forza il segnale di un rischio a lungo termine per violenza o depressione.
«Alcuni problemi di condotta sono normali tra i giovanissimi», sostiene Mason. Soltanto quando questi problemi insorgono molto precocemente o sono particolarmente gravi possono di fatto aumentare il rischio che il bambino sviluppi in seguito un comportamento violento o una depressione.

Lo studio non ha preso in esame i motivi per cui i problemi comportamentali dell’infanzia sono indici di una successiva depressione o di comportamento violento, ma David Hawkins, coautore dello studio, suggerisce una possibile spiegazione: «Si può ipotizzare che i bambini che adottano un comportamento aggressivo diventino sempre più isolati socialmente durante l’adolescenza, e che i loro fallimenti sociali possano contribuire allo sviluppo di una depressione». Intervenire in tempo, però, può evitare che questa concatenazione si avveri, e cambiare il futuro di molti bambini.

FONTE: Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry


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Redazione Sanihelp.it

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