Sigarette senza loghi: Italia come Australia?
di Roberta Camisasca
Pubblicato il: 13-09-2012
Sanihelp.it -
La decisione dell'Alta corte australiana, che dà il via libera alla legge che stabilisce che dal primo dicembre i pacchetti di sigarette e sigari devono essere venduti in confezioni anonime di colore olivastro, è memorabile ed esemplare. È il commento del Codacons, secondo il quale questa decisione deve trovare applicazione immediatamente anche in Italia.
Secondo l'associazione, si tratta di un provvedimento che non solo tutela il diritto alla salute, ma fa risparmiare soldi allo Stato.
Le sigarette hanno un altissimo costo per la società e il nostro sistema sanitario, sia per i morti che ogni anno sono attribuibili al fumo da tabacco,
da 70.000 a 83.000, sia per le malattie che il fumo provoca, oltre 25 malattie, dalle
broncopneumopatie croniche ostruttive al cancro del polmone.
Si ricorda che ogni giorno in Italia si fumano
140 milioni di sigarette che in un anno diventano 51 miliardi. Ogni mozzicone, quindi, incide pesantemente anche sul costo di pulizia delle strade, triplicandolo.
In Italia è già vietata la pubblicità delle sigarette, ma i colori delle marche famose continuano a imperversare come sponsor sportivi. Il
divieto di pubblicità, quindi, potrà trovare vera applicazione solo vietando i loghi delle marche famose.
Tra gli effetti positivi che potranno derivare da questo decreto, ci sarà, forse, anche l'attenuazione della gara che le ditte produttrici di sigarette fanno per
incrementare gli additivi che aumentano la
dipendenza alla loro marca.
Il Codacons chiede poi al ministro di vietare il fumo anche nei parchi e giardini pubblici, nelle aree aperte degli ospedali, nei cortili delle scuole e nelle auto, specie, ma non solo, se in presenza di minori.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Codacons
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