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Basta diagnosi in miniatura per il fegato grasso nei bimbi

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Pubblicato il: 19-09-2012
Sanihelp.it - Fino a oggi per valutare in un bambino la gravità di una diagnosi di fegato grasso veniva usata una tabella elaborata per l'adulto. Ora, grazie a uno studio condotto dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, è stato elaborato un indice di gravità della malattia tarato sulle caratteristiche proprie dei piccoli.

La tabella è il nuovo riferimento mondiale per diagnosticare la sindrome del fegato grasso in età pediatrica. L'uso, combinato nelle situazioni più complesse con l'agobiopsia epatica, permette di definire la gravità del danno epatico, consentendo di attuare le necessarie correzioni terapeutiche necessarie a risolvere o rallentare l'evoluzione del danno stesso.

Negli ultimi 20 anni il fegato grasso o steatosi epatica non alcolica (NAFLD) ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i più piccoli, diventando la patologia cronica del fegato di più frequente riscontro nel mondo occidentale. In Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini.

Su scala mondiale l'eccessivo accumulo di grasso nel fegato riguarda una percentuale tra il 7% e il 17% della popolazione pediatrica sana, mentre, se si osservano i numeri della popolazione pediatrica afflitta da obesità, si raggiunge il 50%. Per quanto riguarda l'Europa, con i suoi 11 milioni di bambini in sovrappeso, la steatosi epatica non alcolica colpisce circa 2,5 milioni di bambini.

La prolungata presenza di grasso nel fegato, associata alle complicanze metaboliche, se non curata in età pediatrica, avrà conseguenze invalidanti o letali una volta raggiunti i 40-50 anni.


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