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Che cos'è lo stress?

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Pubblicato il: 25-09-2012

Lo stress è un fenomeno molto complesso, cui spesso diamo accezione negativa. Lo stress però ha anche una valenza positiva. Vediamo insieme queste due forme di stress grazie al contributo dell'esperta.

Che cos'è lo stress? © Photos.com Sanihelp.it - Come ci spiega la dottoressa Michela Rosati, psicologa e psicoterapeuta a Terni, specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale (www.michelarosati.it), con il termine stress ci riferiamo a un fenomeno piuttosto complesso, che si verifica tutte le volte che il nostro organismo deve rispondere a delle richieste da parte dell'ambiente. Anche se siamo abituati a utilizzarlo in un'accezione prevalentemente negativa, associandolo a tensione, ansia, preoccupazione, non sempre le cose stanno così.

È grazie alla reazione di stress, infatti, che quando siamo di fronte a una sfida o una minaccia, il corpo può attivare delle risorse per proteggerci, permettendoci o di fuggire il più velocemente possibile o di lottare. Chi è stato sorpreso all'improvviso da forti scosse di terremoto, ad esempio, può essersi trovato di fronte alla necessità di correre fuori rapidamente o di liberare qualcuno dalle macerie. Ma per farlo ha avuto bisogno di più forza, più energia e prontezza. In casi come questo il nostro corpo produce maggiori quantità di alcune sostanze chimiche, come il cortisolo, l'adrenalina e la noradrenalina, in grado di innescare in brevissimo tempo tutte quelle modificazioni psicofisiche che, potenziandoci, ci permettono di difenderci al meglio in una situazione pericolosa o impegnativa. 

In psicofisiologia, quindi, si distinguono due forme di stress: se l’organismo possiede già le risorse necessarie per adattarsi al nuovo evento o condizione, avrà un tipo di reazione che chiameremo stress buono o eustress, mentre se si verifica uno squilibrio (reale o percepito) tra le richieste ambientali e le risorse dell’individuo, parleremo di stress cattivo o distress.

Il primo a utilizzare il concetto di stress in ambito medico fu H. Selye, che mutuò il termine dall’ingegneria, riferendosi alla deformazione di un dato materiale sottoposto a un certo carico. Noi possiamo dunque reagire ai carichi della vita in modi diversi.

Questo può dipendere da molte variabili:
• Dalla natura degli agenti stressanti (gli stressors, a volte collegati a una determinata circostanza e di breve durata, come stare in coda al semaforo, altre volte ben più persistenti, come quelli relativi ai problemi nelle relazioni, a un familiare malato, o a una situazione di mobbing sul posto di lavoro).

• Dalle risorse che sentiamo di avere per ammortizzare gli effetti degli stressors.
• Dalla vulnerabilità personale allo stress cattivo.
• Dallo stile e dalle strategie con cui in genere affrontiamo gli eventi che ci capitano.

Per questo una situazione può essere più o meno stressante a seconda della persona che la sperimenta, in base alle sue caratteristiche soggettive e al suo ambiente fisico o sociale.

In generale, comunque, lo stress negativo è piuttosto diffuso nella popolazione e, specialmente quando è cronico, costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di numerose patologie, come le malattie cardioischemiche, cerebrovascolari, metaboliche o i disturbi psichiatrici, come ormai molti studi scientifici dimostrano. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
www.michelarosati.it

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