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Paura dell'Esame di stato?

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Pubblicato il: 31-05-2004

Cambia il nome, da maturità a esame di stato, cambiano le prove, ma c'è una cosa che rimane immutata da sempre: la paura.

Sanihelp.it - Inutile dire di non preoccuparsi, o che si tratta solo di un ripasso. L’esame di stato è una prova difficile sia dal punto di vista fisico, che da quello emozionale e intellettivo.

E allora che fare? Sembra banale, ma dato che la paura nasce dall’ignoto, la prima cosa è studiare, ripassare, sentirsi insomma preparati.
Bella scoperta, direte, e invece no: c’è modo e modo di studiare, e non tutti sono utili allo stesso livello. Leggere passivamente decine di volte le pagine di un libro, ad esempio, è molto meno produttivo che organizzare i contenuti del ripasso, fare schemi e percorsi, ripetere insieme ai compagni. In una parola, essere attivi.
Al di là di questo non ci sono regole universali: ognuno ha i suoi tempi di concentrazione e i suoi momenti migliori per studiare.

L’unico consiglio è quello di evitare di forzare corpo e mente con ore di studio ininterrotto, perché comunque, a un certo punto, vi accorgerete che il vostro cervello è andato a fare due passi: imitatelo! Sgranchire le gambe e respirare un po’ d’aria fresca vi aiuterà a ritrovare la concentrazione perduta.
Questo perché, come in ogni momento di particolare stress, anche il corpo vuole la sua parte.
Cercate di dormire almeno 6 ore per notte, e fate attenzione alla dieta e alla fame nervosa.

Nei giorni di studio estremo, quando la sedia diventa un prolungamento del corpo, il consumo di energia è inferiore: meglio stare leggeri, perchè sovraccaricarsi di cibo induce sonnolenza e diminuisce il rendimento intellettuale. No quindi a cibi pesanti, intingoli e alcolici; la dieta ideale del maturando è a base di frutta e verdura, carne o pesce magri, pasta e pane in quantità moderate.
Sì anche a latte, yogurt e succhi di frutta, da bere anche durante le interminabili ore d’esame.

E i famigerati termos di caffè anti-stanchezza? I dietologi consigliano di non abusarne, o meglio ancora di sostituirli con del tè freddo al limone.

Intanto però il giorno dell'esame si avvicina e l’ansia aumenta…ma non bisogna lasciarsi sopraffare. Un po' di training autogeno può essere di grande aiuto: innanzitutto cercate di pensare positivo (da provare il «Ce l’hanno fatta in tanti prima di me, e sono sopravvissuti!»), e fate lunghi respiri per allentare la tensione e rilassare i muscoli.

Se quello che vi spaventa di più è il colloquio finale, con lo spauracchio dei temuti “vuoti di memoria” causati dall’emozione, ricordatevi del linguaggio del corpo: può essere un ottimo alleato soprattutto per dribblare una domanda incomprensibile.
Scartate la danza del ventre, meglio guardare il professore negli occhi, mantenere un tono di voce calmo e un’espressione serena, evitare di tormentarsi mani e capelli…e spostare la risposta su un argomento collegato, ma che conoscete bene. In bocca al lupo!


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Redazione Sanihelp.it

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