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Acciacchi dell'età? Non rassegnarti!

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Pubblicato il: 08-06-2004

Una recente indagine ha dimostrato che chi soffre di dolori muscolo scheletrici spesso li accetta come acciacchi inevitabili, senza intervenire correttamente. Invece le cure ci sono, ma bisogna prima cambiare questa mentalità diffusa.

Sanihelp.it - I dolori muscolo scheletrici sono uno dei tanti acciacchi dell’età da sopportare con stoica rassegnazione?
È una convinzione diffusa, rivelata da un’indagine conoscitiva su 5803 pazienti affetti da questi disturbi in 8 nazioni europee.
Le conoscenze riguardo al dolore muscolo scheletrico sono ancora scarse, e i trattamenti svolti risultano spesso inefficaci.

Di conseguenza, lo stato di salute medio e la qualità della vita di chi soffre di questi acciacchi risultano compromessi.
I sintomi dolorosi della patologia, infatti, spesso limitano le semplici azioni della vita quotidiana, dai mestieri di casa alla passeggiata, e comportano numerose rinunce.

Eppure, nonostante queste difficoltà il 67% dei pazienti intervistati durante la ricerca pensa di non poter fare nulla per migliorare la propria condizione.
Anche chiedere aiuto al medico curante è una scelta rara: il 77% dei pazienti preferisce «non disturbarlo per dei semplici acciacchi», ignorando o trascurando le conseguenze rilevanti che i dolori muscolo scheletrici possono comportare.

L’unica strada accettata per alleviare il dolore è quella dei farmaci, FANS o analgesici, che il 74% dei malati assume su prescrizione medica.
Ma anche qui gli errori non mancano: per paura di assuefazione o effetti collaterali, l’uso dei farmaci viene spesso limitato, perdendo la sua efficacia.

Intanto il dolore resta, ma i più stringono i denti e sospirano: «è normale, alla mia età…».
Questo atteggiamento rassegnato e poco costruttivo, in alcuni casi fomentato da medici poco attenti, è il risultato di un’informazione insufficiente.

La non conoscenza delle patologie muscolo scheletriche e del loro sviluppo è la causa di un cattivo comportamento generalizzato verso la richiesta di cure e l’utilizzo di farmaci.
Partendo dai risultati poco confortanti di questa ricerca, è necessario promuovere un diverso approccio ai dolori muscolo scheletrici, come ha suggerito il professor Domenico Cucinotta, direttore del dipartimento di medicina interna e dell’invecchiamento dell’azienda ospedaliera di Bologna.

L’obiettivo è convincere i nostri nonni, e non solo, che invecchiare non vuol dire soffrire in silenzio.

Fonte: Annals of the Rheumatics Deseases


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Redazione Sanihelp.it

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