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Disordini muscolo scheletrici: nasce la Coalizione italiana

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Pubblicato il: 23-10-2012
Sanihelp.it - Nasce la coalizione Fit for Work Italia, che per la prima volta partecipa alla Conferenza Annuale Fit for Work Europe. Gli obiettivi che si prefigge sono in linea con quelli del progetto europeo e dell’Eular: il riconoscimento dei disordini muscolo scheletrici come priorità sanitaria pubblica; l’attuazione di linee guida che permettano una diagnosi tempestiva e accurata per tutti i malati; una strategia nazionale per la gestione e l’assistenza delle persone che convivono con queste patologie; la parità di trattamento professionale, per esempio attraverso l’educazione dei datori di lavoro e una legislazione anti-discriminazione ad hoc.

La quarta Conferenza Annuale presenta i risultati di una nuova indagine in cui si indica che i lavoratori dell’UE affetti da disturbi muscolo-scheletrici, quali il mal di schiena e l’artrite, rischiano la disoccupazione, il pensionamento anticipato e l'esclusione sociale a causa della loro patologia.

Una gestione inadeguata dei DMS pregiudica l’opportunità di una ripresa economica in Europa. Per dare una risposta a questa necessità sempre più pressante, decisori europei e nazionali, medici, rappresentanti delle associazioni per la difesa dei pazienti e ambasciatori della coalizione italiana e degli altri Paesi europei, si riuniscono per la Quarta Conferenza Annuale di Fit for Work Europe al fine di mettere a punto piani e soluzioni per contrastare l’impatto negativo dei DMS sui mercati del lavoro europei e nazionali.

I DMS colpiscono almeno 100 milioni di persone in Europa e oltre 5 milioni e mezzo in Italia e sono la principale causa di inabilità temporanea e permanente al lavoro nei Paesi europei . Sono inoltre responsabili del 49,9% di tutte le assenze dal lavoro di tre giorni o più e del 60% dei casi di inabilità permanente.

Nella recente indagine sulle persone affette da DMS condotta in nove Stati membri dell'UE la coalizione Fit for Work Europe ha rilevato che oltre il 90% dei lavoratori colpiti da disturbi muscolo-scheletrici dichiarano di recarsi al lavoro anche quando sono malati, perché temono di essere un peso per i colleghi o di perdere il lavoro. L’indagine ha inoltre rivelato che circa tre quarti dei disoccupati hanno perso il lavoro o non sono riusciti a reinserirsi nel mercato a causa della loro malattia.

Più del 50% degli intervistati ha riferito di non aver mai parlato con il medico di base degli effetti dei loro disturbi sull’attività lavorativa e meno di un terzo ha discusso con il proprio medico le modalità di un eventuale rientro al lavoro. Tuttavia, l’indagine mostra che una diagnosi precoce e un intervento efficace consentono di migliorare in modo significativo i risultati della gestione clinica di questi disturbi.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa di Fit for Work Europe, partenariato di organizzazioni e individui patrocinato da The Work Foundation, Bone and Joint Decade dell’ONU, European League Against Rheumatism (EULAR) e RAND Europe, con il contributo non condizionato di Abbott e il sostegno finanziario di GE Healthcare.

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