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Lavoro

In caso di mobbing

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Pubblicato il: 23-10-2012

Sono in costante aumento le lamentele di maltrattamenti subiti sul posto di lavoro: è mobbing? Vediamo, con l'aiuto dello specialista, di cosa si tratta e di quali ripercussioni abbia.

In caso di mobbing © Photos.com Sanihelp.it - Il mobbing è un fenomeno sempre più diffuso, ma il termine rimane una parola abusata, circondata da una gran confusione. Ci aiuta a fare chiarezza il dottor Luca Mazzucchelli, psicologo specializzato in psicoterapia a Milano.

Uno dei luoghi comuni più diffusi legati al concetto di mobbing è che esso sia una malattia. In realtà è un'accusa: non si è mai malati di mobbing ma sue vittime, occorre sempre un molestatore e un abusato e, benché questo fenomeno possa portare allo sviluppo di gravi patologie, va considerato come loro causa, non effetto. 

Una prima distinzione utile da fare è quella che intercorre tra mobbing e stress. Gli eventi stressanti cui siamo sottoposti tutti i giorni possono portare allo sviluppo di patologie ma non per questo possiamo dire di trovarci di fronte a mobbing. I carichi sociali, fisici, psichici e organizzativi ai quali il nostro lavoro può esporci contribuiscono in gran parte a renderci più tesi, stressati, vulnerabili. Tuttavia il mobbing è diverso dal puro stress lavorativo. Il dottor Harald Ege, tra i massimi esperti in materia, ha proposto la seguente definizione di mobbing, che è stata accettata dal testo unico del Senato Italiano: «Il mobbing è una situazione lavorativa di conflittualità sistematica persistente e in costante progresso, in cui una o più persone sono oggetto di azioni ad alto contenuto persecutorio da parte di uno o più aggressori in posizioni superiore, inferiore o di parità con lo scopo di causare alla vittima danni di vario tipo e gravità. Il mobbizzato si trova nell'impossibilità di reagire adeguatamente a questi attacchi e, a lungo andare, accusa disturbi psicosomatici, relazionali e dell'umore che possono portare anche ad invalidità psicofisica permanente».

Questa definizione racchiude i parametri principali necessari affinché si possa dire se un conflitto lavorativo possa essere considerato mobbing (e quindi intentare eventualmente una causa per risarcimento). Partendo da queste premesse, il dottor Ege ha sviluppato un accurato test in grado di stabilire se, a seconda delle situazioni, sia stato effettuato o meno mobbing verso una determinata persona.

Le conseguenze di questo fenomeno comportano gravi disagi non solo per la persona mobbizzata ma anche per l'azienda e verso la società in cui viviamo. La vittima vedrà ripercussioni in diversi ambiti della propria vita privata, come la salute, l'autostima, il tono dell'umore e rispetto ai rapporti con la propria famiglia. L'azienda avrà influenze negative sul clima organizzativo, sulla produttività (è stato calcolato un calo nel rendimento della vittima dell'80%, le assenze per malattia vanno comunque pagate così come il suo sostituto), sulla reputazione aziendale e quindi sulla sua professionalità.

La società, invece, vedrà peggiorate le relazioni interpersonali (la gente tende a portare il conflitto privato al di fuori dal contesto lavorativo e a sfogarsi su ciò che la circonda) ma anche un costo dal punto di vista economico (non solo la persona se ottiene il prepensionamento smetterà di pagare i contributi per la pensione ma inizierà fin da subito a percepire una pensione di invalidità). 

Benché non vi siano soluzioni assolute in grado di fermare il mobbing, il dottor Ege porpone alcune soluzioni possibili per prevenire questo fenomeno. L'individuo potrebbe trarre benefici da un'accurata informazione su cosa sia il mobbing e come combatterlo, a chi rivolgersi, oltre che a una serie di corsi personalizzati su come difendersi dalle accuse verbali, al fine di imparare come e quando rispondere alle domande senza cadere nelle trappole dell'emotività.

Le aziende dovrebbero cercare di prevenire la diffusione del mobbing tramite l'informazione sui costi e disagi causati dal fenomeno e con l'installazione di un conflict manager, una persona in grado di gestire i conflitti che emergono indicando come trasformare l'energia distruttiva del conflitto in energia positiva.

La società dovrebbe incentivare i processi di informazione, sensibilizzazione e divulgazione e preparare operatori del sociale e professionisti in grado di aiutare vittime e aziende a meglio rapportarsi al problema mobbing


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
www.psicologo-milano.it

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