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Dal Salone del Gusto di Torino è allarme pesce

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Pubblicato il: 29-10-2012
Sanihelp.it - Dal Salone Internazionale del Gusto, che si chiuderà oggi a Torino, arrivano nuove allarmanti informazioni sull’attuale situazione degli oceani. L'ecosistema marino, che copre il 70% della superficie terrestre, è infatti vittima del cosiddetto overfishing, ossia il sovra sfruttamento delle risorse ittiche, in particolare di quelle specie, oggi a rischio, facili da catturare e cucinare. Risultato: una drastica diminuzione della disponibilità, alla quale si è cercato di porre rimedio attraverso l'acquacoltura (ossia all'allevamento). Soluzione che non sembra però rappresentare la giusta via: tale pratica aggrava infatti la situazione poiché i pesci allevati vengono alimentati in parte con farina di pesce, ricavata utilizzando più della metà del pescato selvatico. A tutto questo si sommano poi i danni provocati dall’inquinamento, che va a compromettere ancora una volta la qualità di quel poco che proviene ancora direttamente dal mare.

Un bel problema se si pensa che, come sostengono gli Enti più autorevoli nel campo della nutrizione, il pesce, alimento estremamente ricco di omega-3 (soprattutto salmone, sgombro e pesce azzurro in genere), dovrebbe rappresentare - insieme con le carni magre, le uova e i legumi - la fonte principale di proteine da consumare ogni giorno per garantirsi la salute e prevenire le malattie croniche. Proteine che andrebbero abbinate, in ogni pasto e spuntino, ad una fonte favorevole di carboidrati (vale a dire verdura, frutta e - in quantità minore - cereali integrali) e grassi buoni (come il nostro olio extra vergine di oliva).

Ma se il pesce selvatico non è oggi disponibile, e quello di allevamento non apporta gli stessi nutrienti del primo poiché alimentato in buona parte con mais ecc., come è possibile garantirsi comunque la necessaria quantità di omega-3 che tanto sono indispensabili per la salute del cuore, del cervello e del nostro organismo in generale? Un aiuto arriva dagli integratori, che però non sono tutti uguali. «Per verificare che un prodotto sia davvero valido è necessario testarne la purezza, l’assenza di contaminazione, la concentrazione dei principi attivi e la durata nel tempo» ci spiega il dottor Riccardo Pina, membro dell'Inflammation Research Foundation di Boston e responsabile del progetto Zona in Europa. «Ed è proprio per questo che è nato IFOS (International Fish Oil Standards), un Ente canadese, indipendente e riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO), che analizza e qualifica gli integratori in commercio».Continua il dottor Pina «È infatti indispensabile che gli integratori, affinché risultino davvero efficaci in termini di salute, possiedano alcune caratteristiche fondamentali: devono avere una concentrazione totale di omega-3 pari almeno al 75%, contenere almeno il 60% di EPA e DHA nel rapporto 2:1, avere un bassissimo livello (prossimo allo 0) di contaminanti e di grassi trans, e contenere elementi stabilizzanti per prevenire dannosi fenomeni ossidativi. I risultati delle analisi sono pubblici e consultabili da tutti al sito www.nutrasource.ca/ifos.cfm. Solo i prodotti migliori riescono ad ottenere il massimo della valutazione, le 5 stelle IFOS».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Salone Internazionale del Guusto di Torino; dottor Riccardo Pina

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