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Medicina alternativa

Elisa Rigaudo si cura con l'omeopatia

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Pubblicato il: 30-10-2012

L'atleta azzurra si è avvicinata ai farmaci omeopatici nel 2004, anno delle sue prime Olimpiadi e da allora non li ha più abbandonati. Ci racconta la sua scelta.

Elisa Rigaudo si cura con l'omeopatia © Rete Sanihelp.it - Bronzo nella 20 km di marcia alle Olimpiadi di Pechino e settima ai Giochi Londinesi, Elisa Rigaudo a novembre tornerà ad allenarsi in vista dei prossimi mondiali di marcia, che si svolgeranno ad agosto del 2013. L’atleta azzurra, classe 1980, affronta il suo sport al meglio anche grazie all’omeopatia, che ha scoperto nel 2004, anno delle sue prime Olimpiadi.

«In quel periodo avevo notato che qualcosa in me non andava: gli esami del sangue indicavano un’emoglobina molto bassa» ha raccontato Elisa in un’intervista. «Inizialmente mi dicevo ok, il mio è uno sport di resistenza, persino usurante, e forse tutti i chilometri che faccio mi mangiano il ferro, cercando di autoconvincermi che fosse tutto normale. Al tempo stesso, però, ero preoccupata perché valori di emoglobina bassa significano una mancanza di ossigeno nelle gambe». Ecco che la sportiva ha cominciato quindi, su indicazione medica, a effettuare flebo di ferro: «Però mi davano parecchi disagi, tra cui un fastidioso mal di stomaco» ha rivelato.

Si è rivolta, quindi, a un medico omeopata che le ha spiegato come il ferro scendesse in concomitanza degli allenamenti e di come fosse possibile farne scorta lontano dalle gare con il medicinale omeopatico Ferrum phosphoricum: «Di lì a poco tempo, ho iniziato ad assumerlo a diverse diluizioni omeopatiche, a seconda del momento. In questo modo, d’estate, nonostante il caldo e gli allenamenti, ho talmente tante riserve che il ferro non scende. Ormai è come un’abitudine: prendo i miei granulini di Ferrum phosphoricum tutti i giorni senza avere nessun effetto collaterale e mi sento veramente bene» svela la Rigaudo.

Una scelta vincente che la marciatrice non ha più abbandonato. Anzi, l’omeopatia è ora spesso la prima scelta per lei, anche contro i malanni invernali: «Patisco molto l’arrivo dell’autunno, perché, come tanti atleti, sono spesso immunodepressa e quindi facilmente soggetta a mal di gola, raffreddori e influenze» confessa. «In più, il mio sport si pratica all’aperto e in inverno mi capita spesso di allenarmi al freddo, a volte anche sotto la pioggia. Per questo, cerco di fare una buona prevenzione influenzale, assumendo Oscillococcinum. Ne prendo una dose alla settimana, da settembre fino a marzo. Per il mal di gola, prendo invece Belladonna».


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comunicato stampa

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