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Il rischio è che i batteri diventino più forti

Antibiotici: guida all'uso corretto

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Pubblicato il: 06-11-2012

I bimbi si ammalano spesso e questo porta a un uso eccessivo di antibiotici. Che può rivelarsi un boumerang. Ecco perché e come usare correttamente questi farmaci.

Antibiotici: guida all'uso corretto © Phtoos.com Sanihelp.it - Europa spaccata a metà nel corretto utilizzo degli antibiotici, soprattutto quando si parla di bambini. Se al Nord Europa questi farmaci si utilizzano meno e meglio, più indietro rimangono Paesi come Italia, Grecia e Spagna. Sono alcuni dei punti salienti emersi dal progetto ARPEC, uno studio di sorveglianza finanziato dall’Unione Europea nel 2010 e i cui risultati sono stati presentati a Tallinn (Estonia) a ottobre 2012.

«Gli antibiotici – sottolinea la professoressa Susanna Esposito, Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano - sono utili in presenza di infezioni batteriche, ma non funzionano o essere dannosi qualora non vengano utilizzati in modo corretto. È molto importante che siano somministrati solo quando li prescrive il pediatra, dopo aver fatto un’attenta diagnosi».

Secondo quanto riportato nello studio, nel Nord Europa esiste una prevalenza più bassa nell’uso di antibiotici, con circa il 30% ( 95%CI:27.3%-32.7%), rispetto al Sud Europa, con circa il 38%. Guardano al di fuori dell’Europa (Asia e Sud Africa) nei reperti pediatrici e neonatali si registra una prevalenza nell’uso di antibiotici del 44%, maggiore rispetto a quelli europei con il 35.4%. In Italia, il consumo arriva a circa il 38%, posizionando il nostro Paese al penultimo posto, dopo Portogallo (28.5%) e Spagna (37,7%). Medaglia nera alla Grecia, con un utilizzo che raggiunge il 40%.

Un elemento di estrema importanza è quello della resistenza antimicrobica, che rappresenta un problema mondiale di sanità pubblica: ogni anno, la presenza di batteri resistenti ai medicinali antibiotici provoca la morte di circa 25.000 persone. Oltre ai decessi, il fenomeno comporta un surplus di spese per le sanità pubbliche e perdite di produttività per almeno 1,5 miliardi di euro.

Gli antibiotici possono uccidere i batteri oppure rallentarne la crescita. Tutte le volte che li utilizziamo esiste la possibilità che si selezionino dei batteri resistenti all’antibiotico stesso. È molto probabile che nel bambino questi batteri causino successivamente un’altra infezione più difficile da trattare. Infatti, alcuni batteri che sono la causa di infezione nel bambino sono già diventati resistenti a diversi antibiotici e sono molto difficili da eliminare.

L’uso scorretto degli antibiotici porta all’aumento dei batteri multiresistenti. I batteri si definiscono resistenti quando non vengono uccisi da diversi antibiotici. Per essere trattati, hanno bisogno di antibiotici più forti, somministrati per via endovenosa e in ospedale.

Per monitorare la resistenza antimicrobica e il consumo di antimicrobici, l’Unione Europea ha istituito due sistemi di sorveglianza: la Rete Europea di Sorveglianza della Resistenza Antimicrobica e il Controllo europeo sul consumo degli antimicrobici promuovendo, contemporaneamente, politiche di comunicazione per il corretto utilizzo degli antibiotici.

A questo scopo, la professoressa Esposito ha predisposto un vademecum di consigli pratici per i genitori:

- gli antibiotici funzionano solo ed esclusivamente verso le infezioni batteriche, non in caso di raffreddore o influenza. In questi casi è possibile aiutare il bambino a sentirsi meglio utilizzando farmaci che alleviano i sintomi (paracetamolo), mentre la malattia fa il suo corso

- la maggior parte delle infezioni virali non si trasformano in infezioni batteriche: trattare le infezioni virali con gli antibiotici può portare a un’infezione causata da batteri resistenti piuttosto che alla guarigione

- la presenza di muco giallo o verde nelle secrezioni nasali non significa che il bambino abbia un’infezione batterica

- una volta iniziata la terapia antibiotica, è importante somministrare tutte le dosi giornaliere e per il periodo di tempo indicato dal pediatra. Se la terapia viene sospesa prima del previsto, l’infezione non verrà eliminata

- gettare gli antibiotici scaduti o che sono già stati aperti e utilizzati per un’infezione precedente.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Progetto ARPEC, presentato al Congresso di Tallinn (Estonia)

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