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Cambiamenti climatici, allergie in aumento

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Pubblicato il: 06-11-2012
Cambiamenti climatici, allergie in aumento © Thinstock Sanihelp.it - I cambiamenti climatici che hanno investito anche il nostro Paese hanno conseguenze dirette sulla salute; si osserva infatti un aumentato rischio di allergie respiratorie a causa del mutamento del normale andamento delle stagioni. A lanciare l'allarme, il nuovo Atlante su clima e salute pubblicato dall'Organizzazione mondiale per la salute (Oms) e dall'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm).

In gran parte dell'Europa la stagione della crescita di diversi alberi e piante comincia prima e termina più tardi rispetto a una ventina di anni fa. Come spiega Bettina Menne, responsabile del programma Cambiamento climatico e salute dell'Oms-Europa: «Osserviamo che la manifestazione di alcune allergie respiratorie si verifica prima e dura più a lungo. Prima le stagioni erano più marcate, mentre oggi si passa più facilmente dal caldo al freddo, che però è meno rigido rispetto al passato».

Le variazioni climatiche favoriscono maggiori fioriture per le piante, con conseguenti ondate di pollini. Alle allergie respiratorie che si riscontrano ormai tutto l’anno si aggiunge l’Ambrosia artemisiifolia, che ha provocato problemi in Nord Italia. L’esperta spiega che è una delle piante che si sta diffondendo in Europa e ha un impatto su riniti allergiche e asma. Può aumentare la frequenza di attacchi di asma nei soggetti che ne soffrono e far diventare asmatici i soggetti predisposti.

A incrementare il rischio di malattie respiratorie si pensa l'inquinamento da particolato e ozono: «Il clima influenza la concentrazione e la presenza degli inquinanti e il particolato già uccide 349.000 persone ogni anno in Europa. Incide a livello respiratorio e cardiologico, nella predisposizione all'infarto». A preoccupare anche i nuovi sviluppi di malattie emergenti, a causa del clima: «Quest'anno ci sono stati casi di malaria in Grecia e di febbre di dengue in Portogallo, nell'isola di Madera. È importante ricordarlo. Gli allarmi lanciati anche dieci anni fa sull'insorgenza di malattie infettive in parte si stanno realizzando: la chikungunya è stata registrata anche in Italia. È fondamentale rafforzare i sistemi di allarme e la collaborazione fra il servizio sanitario e quello meteo».
 


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