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Prevenire l'invecchiamento? Se ne parla a Longeva. A Milano.

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Pubblicato il: 09-11-2012
Sanihelp.it - Invecchiamento: se ne parla sempre di più. Sui giornali, in televisione, alla radio. Come rallentarlo, prevenirlo, come trascorre bene e in salute il periodo della senescenza. La popolazione invecchia sempre di più e questo dato di fatto diventa un tema di discussione molto attuale nei Paesi sviluppati. Si tratta infatti di un problema importante poiché l’aspettativa di vita, in costante crescita, non significa automaticamente buona salute a lungo termine, ma porta purtroppo con sé l’aumento della pressione sul sistema sanitario mondiale.

Quella che si sta verificando negli ultimi decenni è una vera e propria rivoluzione demografica: nel 2000 nel mondo c’erano circa 600 milioni di persone con più di 60 anni, nel 2025 ce ne saranno 1,2 miliardi e 2 miliardi nel 2050. Secondo le stime dell’Istat, solo in Italia, nel 2001 il numero di ultra sessantacinquenni ammontava a circa 10 milioni e mezzo di persone (il 18% della popolazione italiana), con un incremento nel 2006 di circa 1 milione (il 10% nel giro di un quinquennio). E ancora: in Europa, come in molti altre regioni ricche, una persona su 5 ha più di 60 anni. Se questo invecchiamento fosse in buona salute…

Compito della scienza e della medicina moderne diventa perciò quello di studiare e scoprire nuovi meccanismi in grado di rallentare questo processo di invecchiamento fisico e mentale per garantire alle persone non solo di vivere a lungo, ma anche di poterlo fare bene e in salute, senza gravare ulteriormente sul sistema sanitario.

E sono proprio le ultime scoperte scientifiche ad insegnarci che uno stile di vita sano, il nostro equilibrio ormonale e l’ambiente in cui viviamo sono elementi fondamentali per determinare un invecchiamento di migliore qualità. «Tra le cause principali dell’invecchiamento - i pilastri - compare anche il Glucosio» sostiene il dottor Lucio Lorusso, nutrizionista e consulente certificato Zona «Anzi, la scienza dimostra come sia proprio l’eccesso di glucosio nel sangue a incrementare la formazione dei cosiddetti AGE. Che costituiscono il prodotto finale della glicazione: un processo che provoca un indurimento delle fibre di collagene che porta alla perdita di elasticità da parte dei tessuti e della pelle. Ma non solo». Continua il biologo: «Gli AGE sono fortemente correlati all’aumento dell’infiammazione e allo sviluppo di malattie degenerative croniche associate all’invecchiamento come disturbi cardiovascolari, morbo di Alzheimer e diabete».
Il tema sarà dunque al centro di Longeva, primo Congresso Internazionale di Medicina Preventiva, Rigenerativa e Healthy Aging, che vedrà riuniti numerosi specialisti di differenti branche della medicina e si terrà a Milano (Rho Fiera) il 30 novembre e 1 dicembre.

Cardiologi, fisiatri, medici dello sport, endocrinologi e neuro scienziati, esperti di skin ageing e nutrizionisti si riuniranno per presentare novità, risultati di studi e ricerche in essere; particolare attenzione sarà riservata all’aspetto endocrinologico, considerato il direttore d’orchestra del processo di invecchiamento sia per l’uomo che per la donna. Tesi condivisa anche dal dottor Barry Sears, biochimico americano, ricercatore del MIT e ideatore della famosa dieta Zona (consulta lo speciale dedicato al link: http://www.sanihelp.it/dieta/zona/).

Da sottolineare tra i relatori la presenza del professor C. Willcox, autorevole studioso dei centenari dell’isola di Okinawa (la popolazione più longeva della Terra), il professor G. Scapagnini - professore associato di biochimica all’Università del Molise - che parlerà della funzione dei nutraceutici per la prevenzione del decadimento cognitivo e ancora, il professor S. Rattan - biogerontologo presso l’Università di Aarhus, dipartimento di Biologia molecolare - che terrà una relazione dal titolo Ormesi e longevità.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ufficio Stampa Associazione Longeva, ISTAT, dott. Lucio Lorusso

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