Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Protesi e impianti per i bambini

Bimbi: l'importanza di sentire bene

di
Pubblicato il: 20-11-2012

I segnali che il piccolo non sente vanno colti subito: le cure per l'ipoacusia infantile, infatti, esistono, ma la diagnosi deve essere precoce.

Bimbi: l'importanza di sentire bene © Photos.com Sanihelp.it - Basta un semplice esame alla nascita per sapere se il piccolo soffrirà di problemi all'udito. Poi, però, spetta ai genitori cogliere tempestivamente i segnali d'allarme e non saltare gli appuntamenti con i controlli.

La sordità infantile può compromettere o ritardare l'acquisizione e la produzione del linguaggio verbale, rendendo meno efficiente sia il periodo di apprendimento scolastico sia l’integrazione sociale dei più piccoli.

«La maggior parte dei bambini affetti da ipoacusia congenita soffre di una perdita dell’udito sin dalla nascita, stimata in uno o due neonati su 1.000, potenzialmente identificabile mediante lo screening uditivo neonatale e infantile», afferma il professor Edoardo Arslan, del Servizio di Audiologia e Foniatria dell’Università di Padova Ospedale di Treviso.

Diversi studi riportano che i costi sociali, in termini di riabilitazione ed esclusione dal sistema socio-economico, sono più alti quando la menomazione uditiva non è diagnosticata precocemente e trattata in maniera adeguata. Almeno la metà dei casi di sordità e ipoacusia è evitabile attraverso una prevenzione primaria, mentre una grande percentuale può essere trattata tramite prevenzione secondaria.

«I segni ai quali va prestata attenzione nei primi sei mesi di vita sono le reazioni ai suoni, ovviamente di una certa intensità, come il cambiamento del comportamento del bambino, una reazione motoria, il riconoscimento della voce della madre e soprattutto, dopo i quattro-sei mesi, se si gira verso la fonte sonora», spiega l'esperto.

«Sono noti e dimostrati i vantaggi dei programmi che consentono l’individuazione e l’intervento terapeutico precoce delle sordità infantili. Dopo la diagnosi, il primo intervento prevede l’applicazione di un apparecchio acustico. Un precoce ripristino della funzione uditiva può correggere la perdita e soprattutto promuovere la maturazione del sistema uditivo centrale e della corteccia uditiva - aggiunge il professor Arslan - L’abilitazione uditiva è consigliata nei primi anni di vita, da uno a due anni».

Se in presenza di un’amplificazione acustica ottimale non si raggiunge un’efficace percezione del linguaggio, è necessario prendere in considerazione un impianto cocleare: una protesi impiantabile, comprendente una parte esterna amovibile e una parte interna impiantata chirurgicamente. Anche in questo caso, continuano a crescere le evidenze scientifiche sulla necessità di effettuare l’impianto a un’età corretta nei bambini che dispongono di maggiori quantità di residuo uditivo.

«L'uso di apparecchi acustici o impianti cocleari permette di contrastare la deprivazione dell’udito con un recupero della funzione uditiva idoneo allo sviluppo di una soddisfacente comunicazione orale, in quasi tutti i casi di ipoacusia nei bambini – conclude il professore - È importante però ricordare che l'intero processo deve essere sottoposto a controlli continui e a un lavoro di équipe».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Presentazione del consensus paper L’ipoacusia nei bambini: sentire per crescere (Milano, 2 ottobre 2012) a cura del professor Edoardo Arslan, Università di Padova, professoressa Annette Limberger, Università di Scienze Applicate di Aalen Germania, dottoressa Natalie Loundon, Ospedale Pediatrico Armand Trousseau – Parigi, con il supporto di Amplifon.

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti