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Bimbi obesi: colpa dei bicchieri?

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Pubblicato il: 27-11-2012

Si torna a parlare di bisfenolo A: bandito dai biberon, è ancora presente in molti altri prodotti quotidiani. Il rischio, secondo uno studio, è di provocare l'obesità nei bambini.

Bimbi obesi: colpa dei bicchieri? © Photos.com Sanihelp.it - Il bisfenolo A (BPA), sostanza utilizzata fino a poco tempo fa per la produzione di biberon e ancora oggi presente in bicchieri, lattine per bibite e altri contenitori di plastica comunemente utilizzati per gli alimenti, potrebbe essere associato all’obesità infantile. Uno studio, condotto da un team di ricercatori della Seconda Università degli Studi di Napoli su 98 bambini obesi, ha infatti riscontrato una correlazione tra bisfenolo A e resistenza insulinica, solitamente associata all’obesità.

«Con questo studio – spiega il professor Emanuele Miraglia del Giudice, Professore Associato di Pediatria del Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica - abbiamo misurato i livelli di BPA nelle urine di circa 100 bambini obesi campani. Il dato nuovo e originale dello studio è il riscontro di una correlazione positiva tra i livelli di BPA urinario e il grado di insulino resistenza in tali bambini.

In altre parole, più alti erano i livelli di BPA e maggiore era l'insulino-resistenza. Poiché l’insulino-resistenza è correlata con le complicanze dell’obesità, è possibile ipotizzare che il BPA giochi un ruolo rilevante nella modulazione di complicanze come l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia e la sindrome metabolica anche nell’obesità pediatrica».

In Italia, l'obesità infantile colpisce quasi un bambino su quattro. Si definisce obeso un bambino il cui peso supera del 40% quello ideale, mentre si definisce in sovrappeso se lo supera del 20-40%, oppure quando il suo Indice di Massa Corporea (BMI) è maggiore del previsto. Per evitare l’obesità è importante tenere sotto controllo il peso del bambino sin dalle prime epoche di vita facendo riferimento alle tabelle dei percentili, uno strumento che consente di verificare quanto il peso e l’altezza si discostano dalla norma.

Il bisfenolo A è una sostanza chimica utilizzata nella reazione di polimerizzazione delle plastiche. Balzato agli onori della cronaca perché contenuto nei biberon e in altri oggetti destinati a neonati e bambini, è stato in seguito bandito in molti Paesi. In Italia è stata vietata la vendita e l’importazione di biberon contenenti BPA a partire dal giugno 2011, in seguito al recepimento della direttiva europea 2011/8/EU.

Di fatto, però, il bisfenolo A continua a essere presente in molti prodotti destinati ai bambini e agli adulti, come stoviglie e bottiglie di plastica, vernici per lattine, prodotti farmaceutici e confezioni alimentari.

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, è possibile ridurre al minimo l'esposizione al bisfenolo A adottando alcune misure precauzionali:

- Non usare contenitori alimentari in policarbonato nel microonde: con l’usura causata dal tempo e dalle temperature elevate potrebbe rilasciare BPA.
- Ridurre l'uso di cibi in scatola, in particolare per i cibi caldi o liquidi. Optare, invece, per vetro, porcellana o contenitori di acciaio inox senza rivestimenti interni in plastica.
- Gettare biberon, stoviglie e posate in plastica molto vecchi, usurati, ingialliti e sostituirli con altri più nuovi o con recipienti in vetro o ceramica.
- Se si vive in un paese extra-UE, scegliere biberon privi di BPA.
- Quando si usa una bottiglia di acqua in plastica, non riutilizzarla più volte ed evitarne il riscaldamento.
- Adottare un'accurata igiene orale in modo da ridurre la necessità di cure dentali (il materiale utilizzato per le otturazioni dei denti può contenere bisfenolo A).


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso della SocietÓ italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)

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