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Italiane sicure di sé, ma solo se stanno bene

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Pubblicato il: 20-11-2012
Sanihelp.it - Sicure di se stesse e delle proprie capacità anche se con un certo timore verso il futuro, realizzate e attente soprattutto alla propria dimensione professionale, ma anche e soprattutto al proprio benessere psico-fisico. È il ritratto inedito, e a tratti inaspettato, delle donne italiane che emerge dalla ricerca Donne e Autostima, realizzata da Ispo per Tena, che indaga le percezioni e il vissuto delle Italiane in tema di salute.

L’indagine, condotta su un campione di 600 donne italiane tra i 25 e i 65 anni, ha messo in luce che la quasi totalità delle intervistate (89% del campione) attribuisce al termine autostima una valenza positiva, anche se riconoscono il forte condizionamento che alcuni aspetti della vita esercitano sul proprio livello di autostima: primi tra tutti, famiglia e benessere psicofisico.

Per le donne, quindi, autostima significa soprattutto sicurezza in se stesse, ma un fattore fondamentale da considerare, che può far variare in senso positivo o negativo tale sicurezza, è la propria forma fisica e la salute. A questo proposito, dalla ricerca emerge che, per le donne, le perdite urinarie rappresentano il disagio fisico potenzialmente più condizionante per la propria autostima (39% delle risposte totali). Addirittura più della menopausa (37%) e di patologie anche invalidanti come l’osteoporosi (23%), il diabete (17%) e l’ipertensione (13%).

Parlando di perdite urinarie, un’intervistata su 10 dichiara di soffrirne o di averne sofferto in passato. Un problema vissuto soprattutto dalle donne più anziane (28% tra le 55-64enni). Sono donne realizzate, con un’alta percezione di sé, ma che hanno visto nel tempo calare la propria autostima. Forse anche perché, secondo quanto dichiarato, il disagio causato dalle perdite urinarie condiziona soprattutto il livello di autorealizzazione e le relazioni con gli altri.

Per convivere con le perdite urinarie senza rinunciare alla propria vita attiva e al proprio benessere, diventa fondamentale il confronto con uno specialista, come spiega l’urologo Massimo Perachino: «Oltre a costituire un problema di carattere igienico, le perdite urinarie possono minare pesantemente l'autostima della donna, causando disagio sia con sé che con gli altri. Le perdite sono un sintomo, non una malattia, e vanno quindi indagate per identificarne la causa. Se affrontata per tempo, non esiste un'incontinenza urinaria incurabile».


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Ricerca ISPO per TENA Donne e autostima: comunicato stampa SCA

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