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Cibi spazzatura: tassarli non serve, parola di esperti

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Pubblicato il: 22-11-2012
Sanihelp.it - Gli esperti italiani di nutrizione e salute commentano la decisione della Danimarca di abolire la Fat Tax, la tassa sugli alimenti che provocano sovrappeso e obesità.

«L’idea di riuscire a combattere la cattiva alimentazione e l’obesità tassando alcuni cibi e/o bevande è priva di senso, dato che i problemi di salute delle popolazioni supersedentarie dipendono dalla qualità e dalla quantità del complesso della dieta. Insomma, non esistono cibi buoni e cibi cattivi, e qualunque alimento può diventare junk-food se consumato in eccesso«, commenta Marcello Ticca, vicepresidente della Società italiana di scienza dell'alimentazione.

Ciò che occorre fare, piuttosto, è prevenire, favorendo consumi più equilibrati attraverso un miglioramento dell'informazione istituzionale rivolta ai consumatori e la promozione dell'educazione alimentare nelle scuole e sui mass media, per esempio diffondendo su larga scala documenti scientificamente validi e comprensibii quali le Linee Guida alimentari prodotte dall’INRAN».

«Il passo indietro della Danimarca è emblematico: le tasse non servono a migliorare i comportamenti nutrizionali dei cittadini, in quanto non agiscono sulle motivazioni all'origine di molti consumi», aggiunge Maria Paola Graziani, ricercatrice in psicologia dei consumi del Consiglio nazionale delle ricerche.

«Questi ultimi seguono molte variabili: abitudine, tradizione, gusto, accesso facile all’alimento, prezzo, stato d’animo. Per questo motivo, la demonizzazione o proibizione proposta a pioggia, verso singoli comportamenti, spesso ottiene l'effetto opposto o nessun effetto.

Va perseguito invece un percorso didattico–educativo verso stili di vita sani e corretti svolto fra le famiglie, le comunità e le scuole. Bisogna investire in formazione per diffondere sia gli elementi fondamentali dell'educazione alimentare che la promozione all’attività fisica. Non ultima, va incentivata la consapevolezza al consumo e l’attenzione alle proposte della pubblicità commerciale, sottolineando il ruolo giocato dalle emozioni».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa del 15/11/12

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