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Humanitas Cancer Center

Tumori cerebrali: la nuova radioterapia

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Pubblicato il: 20-11-2012

Un acceleratore lineare, un monitoraggio a infrarossi e un lettino che si muove in sei dimensioni: ecco la nuova radiochirurgia per i tumori del cervello e non solo.

Tumori cerebrali: la nuova radioterapia © Photos.com Sanihelp.it - È una combinazione di tecnologie di ultima generazione quella che Humanitas Cancer Center (Rozzano - Milano) mette in campo per contrastare i tumori, primi tra tutti quelli cerebrali. Il centro, uno tra i primi in Europa a dotarsi di un'apparecchiatura che unisce tecnologie all'avanguardia di questo tipo, punta a interventi sempre più mirati ed efficaci.

Due le sostanziali novità: un lettino robotizzato che si muove in sei dimensioni (avanti, indietro, in alto, in basso, basculamento e tilt) e consente un posizionamento molto preciso del paziente e un potente acceleratore lineare. Novalis Radiosurgery Program combina le tecnologie TrueBeam STX (acceleratore lineare) e ExacTrac (sistema di posizionamento) ottenendo la massima precisione durante il trattamento. Questo mix permette un sistema di monitoraggio a infrarossi e un riposizionamento del paziente, un imaging ad alta risoluzione e in tempo reale nel corso della seduta di radioterapia, un'estrema precisione di irradiazione, capace di tener conto del movimento interno degli organi dovuto al respiro.

La nuova radioterapia consente l'esecuzione di molte tecniche, come la radioterapia stereotassica body (SBRT) e la radiochirurgia. Commenta la dottoressa Marta Scorsetti, responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia di Humanitas Cancer Center: «È così possibile colpire tumori tecnicamente difficili da trattare con un altissimo livello di precisione in qualsiasi parte del corpo: in particolare encefalo e testa collo, ma anche torace e addome. L'estrema precisione consente di variare l'intensità di dose facendo trattamenti a dosi localmente più elevate in minor tempo».

A migliorare la precisione del trattamento è anche l'innovativo sistema di monitoraggio a infrarossi e posizionamento del paziente; si tratta di una telecamera a infrarossi, due tubi radiogeni interrati nel pavimento, due pannelli al silicio che ne ricevono le immagini e un lettino robotizzato capace di muoversi in sei direzioni: «Il posizionamento del paziente, effettuato con il sistema a infrarossi, viene poi verificato fondendo le radiografie di alta qualità fatte dai tubi radiogeni con le immagini TAC di simulazione ed eventualmente corretto sui sei piani seguendo la segnalazione del sistema a raggi x. ExactTrac 6D consente inoltre il monitoraggio della posizione del paziente durante l'intera procedura di trattamento, mediante sia il sistema a raggi x sia gli infrarossi: la telecamera a infrarossi la rileva automaticamente e il sistema la corregge con precisione più che millimetrica», spiega ancora la dottoressa Scorsetti.

Una precisione che si rivela fondamentale soprattutto nei trattamenti sull'encefalo dove in uno spazio ridotto sono presenti strutture delicate e importanti, che vanno preservate. Si potranno trattare patologie benigne e maligne: nevralgie del trigemino, neurinomi acustici, meningiomi e adinomi ipofisari, tumori primitivi e metastasi cerebrali, tumori del sistema nervoso periferico come cordomi e condrosarcomi.

«Il lettino robotizzato dialoga con il sistema di emissione delle radiazioni in modo da mantenere una precisione assoluta di mira sul tumore, anche per le lesioni che rappresentano un bersaglio mobile, ossia tutte quelle spinali e somatiche che si muovono inevitabilmente per via del respiro del paziente. In questo modo, da una parte aumenta la precisione del trattamento e dall'altra si ampliano le indicazioni per il trattamento radiochirurgico di tumori finora non aggredibili con questa metodica», aggiunge il dottor Maurizio Fornari, responsabile di Neurochirurgia di Humanitas.

I tumori del basicranio (meningiomi e neurinomi) sono relativamente rari; a crescere però è l'incidenza delle metastasi, legate al miglioramento delle cure in ambito oncologico. Sembra paradossale ma sono sempre di più i pazienti che sopravvivono al cancro per molti anni e sviluppano metastasi da tumori localizzati in altre parti del corpo.

Il professor Lorenzo Bello, responsabile di Neurochirurgia Oncologica di Humanitas, spiega che «La nuova apparecchiatura consente di cambiare l'approccio terapeutico alle patologie del basicranio: approccio non più solo neurochirurgico, ma multidisciplinare e combinato, a tutto vantaggio dei pazienti. Il trattamento esclusivamente neurochirurgico prevede infatti accessi demolitivi e spesso un post-operatorio gravato da problemi a carico dei nervi cranici, che compromettono seriamente la qualità di vita dei pazienti.

Quando le dimensioni del tumore lo consentono si utilizza solo la radiochirurgia, ossia una radioterapia molto mirata sulla massa tumorale, una sorta di bisturi virtuale in grado di garantire un'efficacia di cura pari alla chirurgia. Nei casi di tumori maggiori di 3-4 centimetri invece si combinano neurochirurgia e radioterapia, intervenendo chirurgicamente sul tumore fino a renderlo successivamente irradiabile. Studi scientifici hanno dimostrato come questo approccio combinato garantisca un controllo della malattia del tutto paragonabile alla chirurgia, senza compromettere la qualità di vita dei pazienti in quanto le strutture circostanti al tumore non vengono in alcun modo danneggiate».




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www.cancercenter.it

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