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Disfunzione erettile: una spia per l'infarto

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Pubblicato il: 16-06-2004

Attenzione a trascurare anche il primo accenno di disfunzione erettile. Non è solo una questione sessuale. Se avete più di quarant'anni sarà molto probabile che soffriate di problemi circolatori. Non trascuriamoli perché potrebbero avere conseguenze molto gravi.

Sanihelp.it - La disfunzione erettile è un problema di massa, soprattutto se ci riferiamo alla popolazione di età superiore ai 45 anni. Sono ormai diverse le indagini che confermano questo legame.

Se in uno studio americano su un campione di età tra i 40 e 70 anni il 52% presentava disfunzione erettile uno studio tedesco nel quale sono stati persi in considerazione soggetti più giovani da 30 anni e più vecchi fino a 80 anni solo il 19%ha presentato problemi erettili.
Un ulteriore conferma della correlazione diretta tra disfunzione erettile ed età l’ha offerta una recente ricerca italiana che ha rintracciato problemi di erezione.nel 13% delle persone tra i 18 e gli 80 anni.

Altri studi invece hanno rintracciato un legame con patologie di origine cardiovascolare: presentano disfunzione erettile il 46% dei soggetti ipertesi, il 62% dei diabetici il 67% di coloro che sono sia diabetici sia ipertesi e il 49% di coloro che soffrono di patologie cardiovascolari in generale.

Proprio a partire da questi dati, andrologi e cardiologi dell’Ospedale San Paolo di Milano hanno stabilito un protocollo di diagnosi per indagare le problematiche legate all’erezione insieme a quelle legate al sistema cardiocircolatorio.

Anche se a livello nozionistico e medico c’è poco di nuovo ( un esempio è un articolo su questo tema pubblicato poco tempo fa), la novità è soprattutto a livello di approccio al problema.

Dopo la commercializzazione del Viagra la teoria pragmatica americana ha affermato l’inutilità di eseguire accertamenti. Secondo i medici d’oltreoceano in prima istanza si prescrive il Viagra o un farmaco simile (sildenafil, tanalafil e verdenafil sono le tre denominazioni non commerciali) e solo se il problema non si risolve si passa alla diagnosi.

«Questa procedimento potrebbe essere molto rischioso», spiega il professor Giovanni Colpi, « direttore dell’Unità operativa di Andrologia, «bisogna tenere presente che esistono diverse patologie cardiovascolari che sono asintomatiche. La disfunzione erettile deve essere intesa come un sintomo sentinella da non trascurare»

«Il nostro metodo» spiega il professor Roberto Scorza «si impone, soprattutto se ci troviamo di fronte a un paziente che ha più di 45 anni, di effettuare per esempio un ecocolordoppler del pene per identificare un genesi vascolare della DE e di prescrivere delle terapie mirate».

In casi di disfunzione erettile bando dunque alla vergogna o alla trascuratezza. Se si pensa che in media dopo tre anni dalle prime avvisaglie 2 soggetti su 5 incorrono in cardiopatie sistemiche capiamo quanto questo approccio può essere utile per una prevenzione precoce.

«Ringrazio tutti i medici che si sono impegnati in questa avventura interdisciplinare», dichiara il direttore generale dell’Ospedale San Paolo di Milano Carlo Pampari «la nostra struttura e il protocollo diagnostico saranno a disposizione di tutti gli italiano e non solo per i pazienti lombardi».



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Redazione Sanihelp.it

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