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Vizio o dipendenza?

Le dipendenze negli adolescenti

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Pubblicato il: 27-11-2012

Internet, cellulare e videogiochi: queste sembrano essere le dipendenze degli adolescenti di oggi. Come riconoscere i campanelli di allarme? I consigli degli specialisti.

Le dipendenze negli adolescenti © Photos.com Sanihelp.it - Ore sui social network, cellulare sempre in mano e sfide con gli amici ai videogiochi: questa rappresenta una delle fotografie degli adolescenti di oggi. Abitudini dei nostri ragazzi, spesso vizi. E se fossero dipendenze? La linea che separa la patologia dal semplice svago è molto sottile e viene oltrepassata quando queste attività tolgono la libertà a chi vi si dedica.

I medici di Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano (CO) nel corso di un convegno svoltosi ad Albavilla (CO) si sono occupati delle dipendenze degli adolescenti. L’incontro fa parte del ciclo di convegni organizzati da FORIPSI Onlus attraverso il progetto Fidans.

Come spiega il Professor Giampaolo Perna, direttore scientifico e primario del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto Menni: «Il mestiere del genitore è di per se stesso complesso, ma diventa particolarmente difficile soprattutto durante la fase di crisi rappresentata dall’adolescenza, nella quale i figli propongono una serie di comportamenti impulsivi ed emotivi che i familiari faticano a comprendere. Uno dei problemi maggiori è riconoscere quando tali atteggiamenti siano l’espressione normale dell’instabilità tipica di quell’età oppure il segnale di una psicopatologia nascente». 

Dal decimo rapporto nazionale di Eurispes e Telefono Azzurro sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza emerge che il 13-25% dei ragazzi è dipendente da Internet; di questi il 20-30% non riesce a fare a meno dei social network (soprattutto Facebook, Twitter e MySpace). Il cellulare viene usato in maniera patologica dal 27% degli adolescenti, mentre i videogiochi dal 38%. Altre attività che possono essere praticate in maniera compulsiva dai più giovani sono la televisione (circa il 20%), il cibo (18%), lo sport e l’esercizio fisico (8%).

Il cellulare rappresenta un importante fattore di rischio. Secondo il rapporto dell’Istat Infanzia e vita quotidiana, tra il 2000 e il 2011 l’uso del telefonino tra i ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 17 anni è passato dal 55,6% al 97,7% (dal 70,4% al 97,7% nella fascia 14-17 anni, dal 35,2% all’86,2% in quella 11-13). I ragazzi usano il cellulare soprattutto per telefonare (93,1%), inviare e ricevere messaggi (83,3%), giocare (50%), cambiare suoneria (48%), usare la rubrica telefonica (47%), ascoltare musica (45%), scattare e ricevere foto (41,7%), fare squilli (38,1%). L’uso del computer è passato dal 34,3% al 63,7% tra il 2000 e il 2011 nella fascia di età che va dai 6 e ai 17 anni. Al computer i ragazzi installano giochi, condividono sui social network, cercano informazioni, guardano e scaricano materiale pornografico. 

Un dato importante riguarda anche l’utilizzo dei videogiochi, che tra il 2000 e il 2011 è aumentato significativamente. Il 65,8% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni si dichiara appassionato; il 57% di questi vi si dedica meno di un’ora al giorno, mentre il 25% da 1 a 3 ore. I giochi preferiti sono quelli di combattimento (38%) seguiti dall’avventura (29%) e dallo sport (21,5%). Oltre il 60% di loro pratica abitualmente questa attività da solo; il 40% si identifica con le storie del videogioco. 

Spiega il Dottor Paolo Cavedini, vice-direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto: «La difficoltà maggiore dei genitori è legata alla rapida evoluzione della tecnologia, che mette a disposizione sempre nuovi strumenti di comunicazione spesso poco controllabili (come Facebook, Twitter, Skype e WhatsApp) e attività ludiche complesse quali gli strumenti di gioco multimediale. Ovviamente tutto ciò è inserito in un accesso a internet spesso poco monitorabile e fonte di ansie nei genitori. È importante quindi prestare attenzione ai primi segnali che conducono alla dipendenza: aumento eccessivo della frequenza di utilizzo e della durata di ogni singolo videogioco, crescita del tempo impiegato a controllare il telefono, perdita dell’interesse verso le relazioni vis-à-vis e della capacità di leggere le proprie e altrui emozioni, primi segnali di malessere in relazione alla mancata risposta o all’impossibilità di accedere al computer». 

I campanelli d’allarme sono quindi tendenza all’isolamento sociale, apatia, difficoltà scolastiche e/o lavorative accompagnate da assenze frequenti e ingiustificate, perdita degli interessi pregressi, nervosismo e irritabilità, peggioramento delle relazioni familiari, diminuzione del tono dell’umore e dell’interesse nelle attività quotidiane, disturbo del sonno, difficoltà di memoria e concentrazione, sintomi fisici quali mal di testa, dolori al collo e disturbi della vista.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano (CO)

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