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Il futuro del cibo, tra alimentazione e nutrizione

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Pubblicato il: 30-11-2012
Sanihelp.it - Si è conclusa ieri, giovedì 29 novembre, la due giorni di congressi e tavole rotonde raccolti sotto un’unica importante iniziativa dedicata al futuro del cibo: il Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione, organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition e giunto quest’anno alla sua 4^ edizione. Un appuntamento di riferimento internazionale sui grandi paradossi che colpiscono il nostro pianeta, legati all’alimentazione e alla nutrizione.

Due giorni di dibattito aperto durante i quali i più importanti esperti internazionali si sono incontrati per confrontarsi sulle sfide alimentari globali che hanno dato vita a numerosi spunti di riflessione e valide indicazioni per favorire lo sviluppo e la diffusione «di un benessere sostenibile e accessibile per ogni individuo». E tutto questo non può prescindere dal recupero di uno stile di vita sano.

Perché i numeri sono allarmanti: «1 miliardo di persone nel mondo soffre oggi la fame, ma altrettante si trovano ad affrontare le conseguenze, spesso drammatiche, del problema opposto, l’eccesso di cibo. Sovrappeso e obesità si avviano a diventare le epidemie del futuro, accompagnate da conseguenze importanti sulla società».
A preoccupare è soprattutto l’obesità infantile: «I bambini in età scolare sovrappeso nel mondo sono 155 milioni, uno su dieci. Di questi, 30-45 milioni sono obesi, che vuol dire il 2-3% dei bambini in età compresa tra i 5 e i 17 anni». Le nuove generazioni potrebbero dunque avere un’aspettativa di vita inferiore a quella dei propri genitori, proprio a causa del proliferare di questa come anche di altre malattie croniche: è quanto sottoscrive il Forum.

Il progresso e i nuovi ritmi che la vita moderna ci impone hanno modificato in modo sostanziale il nostro modo di alimentarci, sia in termini di quantità e che di qualità. E ancora, lo sport non fa più parte del quotidiano. Nemmeno quando si parla dei giovani.

«Un corretto stile di vita basato su un’alimentazione bilanciata e una costante attività fisica sembrano essere la chiave per garantire il benessere nella longevità»: è il concetto che emerge da questi due giorni di dibattito conclusisi con l’intervento di Massimo Molinari, professore di Storia dell'Alimentazione (Università di Bologna), dedicato proprio all’importanza di comunicare il cibo: «che vuol dire diffondere una cultura dei prodotti che nascono dal lavoro dell’uomo ed arrivano sulle nostre tavole, seguendo la filiera agroalimentare, rendendo consapevoli le persone - ed in particolare i giovani - dei valori, dei simboli, delle idee (e perché no, anche della fatica fisica) che si celano dietro ad ogni pietanza. Evitare poi gli sprechi e guidare nella scelta dei cibi più genuini sono gli altri impegni non di minore rilevanza. Per farlo bisogna sfruttare la divulgazione orale (che significa il passaparola) e quella scientifica, che in Italia non riceve lo spazio e l’attenzione che merita». E ancora: «Si deve garantire cultura del benessere attraverso i nuovi protagonisti della comunicazione: siti web, social media e blogger che sono gli intermediari tra scritto e parlato, le cui informazioni devono essere controllate e verificate». Conclude Molinari: «Il cibo necessita di un nuovo linguaggio, più comprensibile rispetto a quello attuale che prende spunto dalla biochimica: vitamine e minerali non possono essere abbinati ad una esperienza sensoriale, che è invece ciò che di più immediato viene percepito dalla gente comune».

«Questa impostazione è seria e interessante purché non si pensi che il gusto sia la chiave della salute» ha commentato la biologa professoressa Gigliola Braga, presente al Forum, autrice del volume L’alimentazione giusta per tuo figlio (editore Sperling & Kupfer), che affronta il tema dell’obesità infantile con un approccio sereno che approfondisce e correda di ricerca un lavoro utile. «Intendo dire che prima di tutto va ripresa la coscienza del cibo, della qualità del prodotto e della salvaguardia della filiera alimentare» conclude la Braga«nonché l'interpretazione corretta della naturalità del cibo. Conseguenza anch’essa naturale sarà una maggiore cultura e attenzione per il cibo sano e per lo stile di vita ad esso correlato».

Per le aziende alimentari la sfida dei prossimi anni sarà dunque quella portare in tavola alimenti che siano insieme gustosi e salutari. E le cui qualità nutrizionali siano supportate dalla ricerca scientifica. Sfida che alcune aziende hanno già accettato, immettendo sul mercato prodotti sani, buoni e nati da un continuo lavoro di ricerca e sviluppo.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione; Gigliola Braga

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