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Salute mentale

Psicologo, psicoterapeuta o psichiatra?

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Pubblicato il: 04-12-2012

Quali le peculiarità di queste figure professionali? Di che cosa si occupano? Come sapere a chi rivolgersi? Tutte le risposte alle domande più frequenti.

Psicologo, psicoterapeuta o psichiatra? © Photos.com Sanihelp.it - Può capitare in un momento della propria vita di provare un malessere, di non sentirsi a posto con se stessi, di avere un problema che si desidera affrontare. C'è chi si rivolge ad amici e parenti, chi si rifugia in se stesso, chi cerca informazioni in autonomia e chi pensa di rivolgersi a uno specialista. Di cosa si occupano lo psicologo, lo psicoterapeuta e lo psichiatra? Ci aiuta a inquadrare queste professionalità la dottoressa Michela Rosati, Psicologa-Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale.

Oggi su Internet possiamo facilmente reperire ogni genere di informazione, basta digitare su Google e troviamo numerose risposte ai nostri dubbi. Questo ha certamente permesso una maggiore diffusione della cultura psicologica, che in Italia fino a non molti anni fa era davvero inadeguata, se pensiamo che i trattamenti psicologici erano in genere considerati l'ultima spiaggia, investiti di pregiudizi fuorvianti e controproducenti.

A mio avviso si tratta di un'evoluzione positiva: finalmente le persone possono integrare le conoscenze derivanti dalle fonti tradizionali (familiari, amici, scuola, lavoro) con quelle reperite in rete; possono approfondire i temi che riguardano il loro disagio interiore con maggiore senso di autoefficacia, senza temere violazioni della propria privacy e in genere provando una grande sensazione di sollievo dal sapere che quello che stanno attraversando può essere affrontato e risolto in un setting professionale. Scoprire che il tuo problema ha un nome e uno specialista di riferimento, in grado di fornire l'aiuto giusto per te, può fare davvero la differenza.

Tuttavia ci sono anche delle controindicazioni. L'enorme quantità di materiale a disposizione, comprese le minuziose descrizioni dei sintomi relativi ai vari disturbi psicologici, può ingenerare dubbi e fraintendimenti: sarebbe quindi opportuno fare un po' di chiarezza.

Il primo suggerimento è quello di non utilizzare Internet come sostituto di una vera e propria consulenza specialistica. Il materiale che troviamo in rete deve essere considerato al solo scopo informativo e non per finalità auto-diagnostiche. Non è raro che le persone arrivino nello studio dello specialista con la diagnosi già fatta, affermando di avere la tale patologia (ad esempio un disturbo depressivo o una dipendenza) oppure chiedendo di fare un certo percorso piuttosto che un altro: il tutto sulla base delle conoscenze acquisite tramite siti specializzati, forum o blog. E talvolta smontare supposizioni errate può richiedere del tempo e rallentare il processo di cura.

La ricerca compulsiva di approfondimenti sul web può addirittura condurre a un tale sovraccarico di informazioni da lasciare la persona in stallo, senza la possibilità di prendere una decisione sul da farsi, persa in una sorta di ginepraio dal quale è difficile uscire e che contribuisce solo a generare ulteriore ansia. L'approccio giusto consiste invece nel prendere coscienza del proprio problema per poi rivolgersi con fiducia al professionista, al quale spettano la valutazione, la diagnosi e la proposta di un eventuale progetto terapeutico.

A questo proposito è bene ricordare la distinzione fra i percorsi formativi dello psicologo, dello psicoterapeuta e dello psichiatra.

Per esercitare la professione, lo psicologo deve aver conseguito una laurea quinquennale in psicologia, aver svolto un anno di tirocinio, aver sostenuto il relativo esame di stato ed essere iscritto alla sezione A dell'Albo professionale (attualmente esiste anche una Sezione B dell’Albo, a cui accedono i laureati triennalisti, che non sono dunque psicologi ma Dottori in Tecniche Psicologiche). Lo psicologo abilitato, tuttavia, non è automaticamente uno psicoterapeuta e quindi non può fare psicoterapia. Per diventare psicoterapeuti non solo è necessario essere già psicologi o medici, ma bisogna anche aver conseguito un'ulteriore specializzazione post-universitaria di almeno quattro anni ed essere iscritti al relativo Albo professionale. Solo lo psicoterapeuta può quindi occuparsi di psicoterapia.

A ogni modo, sia lo psicologo che lo psicologo-psicoterapeuta non somministrano farmaci. Questo tipo di intervento è riservato allo psichiatra, che, essendo un medico specializzato in psichiatria, si occupa prevalentemente del trattamento farmacologico.

Non è sempre facile fare una netta distinzione fra queste figure. In effetti, nel campo del benessere psicologico e della salute mentale ci si può avvalere di diversi interventi, spesso complementari. A uno psicoterapeuta, ad esempio, può rivolgersi sia chi ha necessità di un trattamento per un disturbo specifico, sia chi sta attraversando un momento esistenziale difficile, sia la coppia che vuole risolvere dei problemi relazionali, sia la persona che intende progredire nel suo cammino di crescita e miglioramento. È evidente che si tratta di situazioni molto diverse tra loro e la lista potrebbe continuare a lungo.

Per questo è importante comprendere che sarà la valutazione dello specialista a orientare la persona verso l'intervento o gli interventi più indicati per la sua situazione (ad esempio, lo psichiatra invierà il paziente dallo psicoterapeuta per una psicoterapia, così come lo psicoterapeuta si avvarrà della consulenza dello psichiatra qualora dovesse ravvederne la necessità). Sempre di più, infatti, i professionisti della salute mentale tendono a sostenere un approccio integrato e a lavorare in equipe: è la cura che deve adattarsi all'individuo come un vestito cucito su misura e non il contrario.

Sia lo psicologo, sia lo psicoterapeuta, sia lo psichiatra, dunque, possiedono gli strumenti per analizzare approfonditamente la situazione del singolo al fine di indirizzarlo verso i trattamenti più adatti al suo caso. Ovviamente la partecipazione attiva e informata dell'utente in questo processo di orientamento è più che auspicabile, anche perché a volte è la persona stessa a imporre dei limiti: alcuni rifiutano le cure farmacologiche mentre altri non sono disponibili alla psicoterapia o a percorsi psicologici di altro tipo.

Qualora si sentisse il bisogno di rivolgersi a un professionista, è consigliabile verificare i servizi attivati sul proprio territorio oppure chiedere consiglio al proprio medico di base. Nel caso in cui si scelga un professionista privato è bene verificarne sempre l'iscrizione al relativo Albo professionale. Per quanto riguarda gli psicologi e gli psicologi-psicoterapeuti questo è particolarmente semplice: basta rivolgersi ai relativi Ordini regionali o consultare online l'Albo Nazionale degli Psicologi al sito www.psy.it.





FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Michela Rosati: www.michelarosati.it

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