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Usare prodotti a base di oli essenziali

Capelli: quando il problema è alla radice

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Pubblicato il: 11-12-2012

Molti inestetismi della chioma dipendono da un'alterazione del cuoio capelluto. Che, proprio come il viso, può essere secco, grasso o sensibile. Ecco come curarlo.

Capelli: quando il problema è alla radice © Photos.com Sanihelp.it - «I bei capelli crescono su un cuoio capelluto sano, come una pianta su un terreno fertile». Così disse nel 1957 René Furterer, pioniere della fitocosmetologia, quando inventò il concetto di Spa capillare, un metodo personalizzato di cura dei capelli basato sull'analisi del cuoio capelluto e sulla messa a punto di prodotti a base di oli essenziali.

Secco, grasso o sensibile: esattamente come la pelle del viso, anche il cuoio capelluto si basa su questa differenziazione, da cui dipende la scelta dei prodotti da utilizzare per la detergenza, la cura e lo styling.

Il cuoio capelluto grasso è caratterizzato da untuosità e forfora, che può essere i due tipi: quella grassa si manifesta con squame giallastre che aderiscono a cute e capelli a causa dell’eccesso di sebo, quella secca presenta squame bianche che si staccano dal cuoio capelluto, conseguenza di un accelerato rinnovo cutaneo. Il prurito può essere sintomo di infiammazioni invisibili delle terminazioni nervose del cuoio capelluto, che provocano graffi e arrossamenti.

Il cuoio capelluto sensibile ha un manto protettivo alterato da fattori come il caldo, il freddo, il vento, l’acqua, i cosmetici, lo stress e alcune malattie della pelle. I sintomi includono: bruciore, arrossamento, prurito, sensazione di tensione.

Quando invece il cuoio capelluto è secco, vuol dire che c'è un’alterazione della barriera cutanea e una carenza di fattori idratanti naturali. Tutto ciò provoca secchezza e prurito, con tensione cutanea, arrossamento, rugosità, desquamazione e sensibilità. La barriera può essere alterata da fattori sia endogeni (predisposizione genetica, scompensi ormonali, invecchiamento cutaneo o malattie) che esogeni (caldo, freddo e umidità, raggi UV, lavaggi troppo frequenti, shampoo aggressivi, trattamenti medici).

«Alla base di ogni disturbo del cuoio capelluto c’è un problema di microinfiammazione che si riflette sulla fibra capillare, rendendola debole, delicata e sofferente – spiega Stefanie Conzelmann, capo del Settore Sviluppo-Prodotto Dermocosmetici in Beiersdorf AG - Riportare al suo naturale equilibrio il cuoio capelluto permette ai capelli di trovare nuova salute».

Il primo passo è scegliere uno shampoo specifico: deve essere in grado di apportare profonda idratazione, ripristinare il film idrolipidico e alleviare prurito e bruciore.

I detergenti, però, vengono in contatto con il cuoio capelluto solo per pochi secondi, per questo la combinazione con un trattamento specifico è raccomandabile. È bene optare per prodotti a base di oli essenziali: ad azione purificante, stimolante o lenitiva a seconda della problematica, sono l'ideale per curare il cuoio capelluto perché vengono assorbiti molto velocemente, grazie al loro elevato potere di penetrazione, e raggiungono facilmente la papilla, fonte di vita del capello. Così i principi attivi agiscono direttamente a livello del bulbo pilifero.

Gli oli essenziali di pino o timo procurano una sensazione di calore: sono quindi utilizzati per nutrire e idratare la cute secca. Quelli di menta o eucalipto sono chiamati freddi perché lenitivi e rinfrescanti: tolgono l'infiammazione e calmano prurito e rossore. Bardana, achillea, betulla e ortica sono sebonormalizzanti e purificanti: perfetti per il cuoio capelluto grasso o con forfora. Camomilla e aloe vera invece calmano e danno sollievo al cuoio capelluto sensibile, debole o irritato.

Il trattamento doposhampoo specifico per il cuoio capelluto (in siero, balsamo, olio o maschera) si applica sulle radici fino alle punte. I prodotti di styling (gel, schiume, lacche) possono essere impiegati ma con cautela, e comunque lasciando passare un breve tempo d’attesa dopo l’applicazione del trattamento.

No infine alle sedute dal parrucchiere troppo frequenti e al fai-da-te. «Una delle cause frequenti di irritazione della cute è la colorazione casalinga – dice la Conzelmann - Le persone che sono inclini a problemi di cuoio capelluto non dovrebbero eccedere il tempo di posa raccomandato, ma sarebbe meglio che si recassero da un parrucchiere professionista. Questi prodotti infatti contengono spesso siliconi che possono lasciare residui sul cuoio capelluto. Per prevenire questo effetto deposito, i capelli andrebbero lavati regolarmente con uno shampoo senza siliconi».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Questo articolo è stato redatto sulla base delle cartelle stampa Eucerin DermoCapillaire e René Furterer.

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