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Diagnosi

L'importanza degli screening

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Pubblicato il: 04-12-2012

Gli screening sono esami condotti a tappeto su una fascia più o meno ampia della popolazione per individuare una malattia prima che se ne manifestino i sintomi. Scopriamo quelli oncologici.

L'importanza degli screening © Photos.com Sanihelp.it - In campo oncologico gli screening possono essere utili per l'individuazione precoce di un tumore o di loro precursori, quando non si sono ancora manifestati. Questa pratica rientra nella cosiddetta prevenzione secondaria, volta a scovare la malattia quando è più facilmente curabile. In fase iniziale infatti un tumore è in genere circoscritto e asintomatico, può essere dunque affrontato con maggiore efficacia e minori effetti collaterali con una buona probabilità di cura.

1. Quale differenza tra screening e accertamenti medici?
Un esame di screening è diverso da un accertamento prescritto dal medico per identificare la natura di un disturbo: lo screening ha lo scopo di escludere una malattia, mentre gli accertamenti clinici comprendono un insieme di esami al fine di capire la natura di un disturbo. Lo screening inoltre deve poter cambiare il decorso della malattia, altrimenti sarebbe solo una diagnosi anticipata: non ha senso fornire alla persona la consapevolezza di essere affetta da una patologia se non sono disponibili trattamenti in grado di curarla o rallentarne il decorso in maniera significativa.

2. E tra screening e prevenzione spontanea?

Sottoporsi a un esame di controllo è diverso dall'aderire a uno screening. La maggior parte degli esami condotti nell'ambito di uno screening oncologico dà esito negativo poiché le persone che vi si sottopongono sono per lo più sane. Fare spesso esami diagnostici aumenta le probabilità di individuare una malattia in fase precoce, ma il numero elevato di esami moltiplica i rischi che derivano da essi. L'obiettivo degli screening è aumentare al massimo le probabilità di individuare la malattia riducendo quanto più possibile i rischi derivanti dall'attività diagnostica.

3. Ogni quanto si effettua uno screening? E quando?
Ogni tumore ha peculiari caratteristiche che ne rendono più frequente l'insorgenza in determinate fasce di età. Gli screening si rivolgono alla popolazione che può trarre i maggiori benefici dalla diagnosi precoce. Considerato che non tutti i tumori crescono alla stessa velocità e che i test possono anche dare falsi negativi, gli screening offrono gli esami a cadenze regolari, in base ai tempi di sviluppo di ciascuna patologia.

4. Cosa rende efficace uno screening?
L'efficacia di un programma di screening si misura in relazione a: riduzione della mortalità e riduzione dell'incidenza. Lo screening è efficace non se aumenta il numero di tumori individuati, ma solo se è in grado di evitare e quindi di ridurre i decessi per quella patologia. 


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