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BPCO: cure inappropriate nel 62% dei casi

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Pubblicato il: 11-12-2012
Sanihelp.it - Per la broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattia che secondo l'OMS è destinata a diventare la terza causa di morte nel mondo nel 2030, sono tanti i temi da risolvere: diagnosi precoce e corretta, integrazione delle diverse figure professionali, trattamento terapeutico che consenta al malato una migliore qualità della vita e procuri conseguenti risparmi al servizio sanitario.

Dal database della SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, emerge che sono solo il 3% i malati diagnosticati, mentre secondo la letteratura scientifica dovrebbero essere almeno il 5-6%. E quasi la metà dei malati diagnosticati non segue alcun trattamento terapeutico.

Anche quando c'è un trattamento, spesso non si tratta della soluzione appropriata: secondo uno studio pubblicato quest'anno sulla rivista Respiratory Medicine che ha coinvolto 49 centri di pneumologia in tutt'Italia, il trattamento farmacologico è inappropriato nel 62% dei casi; in particolare emerge il ricorso alla terapia con cortisonici per via inalatoria anche quando non necessario.

Recentemente l'EMA (European Medicine Agency) ha autorizzato in Europa un nuovo farmaco . Si tratta di un antimuscarinico a lunga durata d’azione (LAMA), il glicopirronio bromuro che, pur essendo capace di indurre una broncodilatazione di almeno 24 ore come il tiotropio, rispetto a questo presenta una maggior rapidità di azione, entro i primi cinque minuti dalla sua assunzione.

Un'ulteriore area di ricerca è quella delle associazioni tra le due famiglie di broncodilatatori a lunga durata d'azione: i LABA (beta2-agonisti a lunga durata d'azione) e i LAMA (anti muscarinici a lunga durata d’azione). Dagli studi più recenti risulta che i due sistemi, quello dei recettori muscarinici e quello dei beta2, si parlano e l'azione su un sistema può influenzare l'azione dell'altro. Avere poi un farmaco con più principi attivi associati, da assumere insieme, è fondamentale per l'adesione al trattamento e gli esiti clinici.

Da questo punto di vista, è interessante il farmaco in studio QVA 149, che prevede l'associazione di indicaterolo e glicopirronio. Altre combinazioni sono attualmente in sperimentazione.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Incontro intitolato Ad Ampio Respiro: innovazione, appropriatezza e sostenibilità delle cure per la BPCO, organizzato dall’Academy of Health Care Management and Economics e promosso da SDA Bocconi e Novartis (Roma, 4 dicembre 2012).

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