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Le dipendenze negli adulti

Se il gioco d'azzardo si fa dipendenza

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Pubblicato il: 11-12-2012

Quelle che spesso sono semplici attività ludiche possono trasformarsi in vere e proprie dipendenze. Quali le attività più a rischio? Come riconoscere il limite? Parola agli specialisti.

Se il gioco d'azzardo si fa dipendenza © Photos.com Sanihelp.it - C’è chi gioca la schedina con gli amici, c’è chi punta pochi euro sui numeri che ha sognato, c’è chi compra il gratta e vinci di tanto in tanto: il gioco è un’attività presente nella vita degli italiani, diverte, consente di svagarsi, fa sognare a occhi aperti (E se vincessi? Cosa farei?). In alcuni casi però quello del gioco diventa un vizio o peggio una dipendenza, con ingenti perdite sul piano economico e conseguenti crisi personali e familiari, come spesso ci ha raccontato la cronaca. I medici di Villa San Benedetto Menni di Albese con Cassano (CO) hanno affrontato l'argomento nel corso di un convegno.

Il professor Giampaolo Perna, direttore scientifico e primario del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto Menni, spiega: «Dedicarsi allo shopping, comprare gratta e vinci, scommettere sulle partite di calcio sono attività ludiche che possono aiutare a passare il tempo e ad avere qualche brivido. Possono tuttavia essere segnale di un irrefrenabile desiderio patologico che porta impulsivamente e compulsivamente a diventare dipendenti da queste abitudini». 

Troppo spesso, infatti, le persone non percepiscono il confine tra il gioco e la dipendenza. Aggiunge il dottor Paolo Cavedini, vice-direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto: «È fondamentale distinguere un’attività piacevole gestita nell’ambito della propria vita personale e sociale da una patologica che rende schiavi rubando tempo, denaro ed energie alla quotidianità. La dipendenza si caratterizza per una propensione a pensieri ossessivi e a comportamenti compulsivi che imprigionano la persona e la famiglia in una gabbia da cui è molto difficile uscire senza aiuto».

Il gioco d’azzardo è un’attività significativa per l’uomo fin dall’antichità, della quale abbiamo testimonianze risalenti anche al 4000 a.C. in diverse regioni del mondo. Ai dadi si sono aggiunti nel corso del tempo le scommesse sui cavalli, le lotterie, la roulette e, infine, le slot machine. I segnali importanti che denotano una dipendenza sono: eccessivo coinvolgimento nell’attività, irrequietezza e irritabilità, gioco come fuga dai problemi, ritorno continuo all’azzardo per recuperare le perdite, menzogne ai familiari, azioni illegali per finanziarsi, compromissione di una relazione significativa, affidamento su altri per reperire denaro.

Dai dati risulta che il 70% degli italiani partecipa settimanalmente a lotterie, slot machine e simili. Quella del gioco è la quinta industria del Paese: nel 2010 sono stati incassati 42,2 miliardi di euro contro i 14,2 miliardi del 2006. La spesa media pro-capite per il gioco è di 500 euro all’anno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1980 ha definito il gambling (gioco d’azzardo) un problema sociale. In Italia rappresenta una schiavitù per una percentuale della popolazione totale compresa tra l’1 e il 3%, la metà di coloro che sono dipendenti da sostanze. I giocatori patologici sono soprattutto uomini, di basso livello socio-culturale ed economico e di età compresa tra i 30 e i 45 anni.

«La dipendenza comportamentale è una sindrome complessa che in individui predisposti e vulnerabili si instaura progressivamente, attraverso varie fasi sostenute da modificazioni neuroplastiche del cervello; seppur reversibili nella prima fase di uso controllato, esse diventano in seguito stabili in caso di uso compulsivo e patologico. Bisogna monitorare il comportamento per un certo periodo di tempo senza creare falsi allarmismi, ma è importante riconoscere i segnali e rivolgersi immediatamente a uno specialista per una visita psichiatrica», conclude il dottor Cavedini.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Dipartimento di Neuroscienze Cliniche di Villa San Benedetto Menni

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