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Convegno Nazionale dell'AIOM

Tumore della prostata in aumento

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Pubblicato il: 11-12-2012

Negli ultimi dieci anni si è registrato un boom del 53%, ma le nuove terapie fanno diminuire la mortalità.

Tumore della prostata in aumento © Photos.com Sanihelp.it - Il tumore alla prostata è la neoplasia più diffusa negli uomini ed è in forte crescita: i nuovi casi erano 23.518 nel 2002 e in dieci anni si è registrato un aumento del 53%. La maggior parte delle diagnosi viene effettuata nelle regioni del Nord Italia. Anche se si verificano talvolta casi in persone giovani, nell’ultimo decennio la mortalità è diminuita del 10% anche grazie alle nuove terapie disponibili, che consentono una migliore qualità di vita dei malati.

Il Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) è stato una preziosa occasione per fare il punto sulla neoplasia. Spiega il professor Carmine Pinto, Segretario nazionale dell’AIOM: «Sono 217.000 i cittadini della Penisola che vivono con questa malattia. Un numero consistente di persone, ma a cui oggi possiamo offrire una delle migliori assistenze al mondo, in ogni angolo della Penisola». Oggi sono disponibili tecnologie innovative per il trattamento primario con chirurgia e/o radioterapia, oltre a nuovi farmaci per la malattia avanzata. 

L’Italia ha fornito un contributo importante alla ricerca scientifica, impegnata nel proporre soluzioni terapeutiche sempre più all’avanguardia: «Una delle opzioni più importanti è cabazitaxel - aggiungono Sergio Bracarda, Direttore della U.O.C. di Oncologia Medica dell’Ospedale S. Donato di Arezzo e Orazio Caffo, Oncologo presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento. La molecola è stata testata durante un importante studio internazionale, il TROPIC, a cui è seguita nel 2011 un’altra sperimentazione che ha coinvolto 25 centri in tutta Italia. Questa fase ha evidenziato come il farmaco contribuisca ad aumentare la sopravvivenza, migliorando anche la qualità di vita. A inizio 2012 ha ricevuto quindi l’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco e sta ora entrando a disposizione delle Regioni». 

L’arma vincente resta la prevenzione, come sottolinea il professor Massimo Aglietta, Ordinario di Oncologia dell’Università degli Studi di Torino e Direttore del Dipartimento Clinico dell’IRCC di Candiolo: «È importante soprattutto quando la patologia presenta sintomi poco chiari e sfumati, come nel caso del carcinoma della prostata. Oltre a seguire uno stile di vita sano per abbassare il rischio di tumore, è fondamentale anche sottoporsi a controlli medici. A differenza però di neoplasie come quelle alla mammella e al colon, dove lo screening è diventato fondamentale, per questo cancro non si è verificata la stessa condizione. Da circa vent’anni è infatti disponibile un test, il dosaggio del PSA, la cui utilità nei programmi di screening è controversa». 

«Come AIOM siamo impegnati nella definizione di percorsi diagnostico-terapeutici ottimali per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Per questo, abbiamo avviato una stretta collaborazione con la Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) che va proprio in questa direzione. L’urologo deve suggerire come comportarsi in caso di sintomi sospetti. Vogliamo costruire percorsi in cui ci si prende carico globalmente del paziente, dove lavorano fianco a fianco oncologi, urologi, radioterapisti e anatomopatologi», aggiunge il professor Pinto.


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AIOM

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