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Prevenzione

Alimentazione e stile di vita

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Pubblicato il: 18-12-2012

La prevenzione passa da tavola e si gioca molto attraverso la vita che si conduce: quali benefici si possono ottenere prestando attenzione a questi aspetti?

Alimentazione e stile di vita © Photos.com Sanihelp.it - Nei Paesi occidentali, il numero di persone malate di tumore è elevato. Ai progressi in campo medico e chirurgico dovrebbe affiancarsi una maggiore consapevolezza dell’importanza delle scelte alimentari e dello stile di vita di ciascuno, vere pietre miliari nella prevenzione e non solo in ambito oncologico.

Il dottor Armando Santoro, direttore dell’Humanitas Cancer Center (Rozzano – Milano) sottolinea che «In questo modo si potrebbe evitare lo sviluppo di un tumore su tre: una dieta ricca di fibre e povera di carni rosse e alcol è fondamentale per ridurre la probabilità di tumori del pancreas e del colon, la cui incidenza è notevole nei Paesi occidentali. Naturalmente, è necessario che alla dieta sia abbinato l’esercizio fisico. L’obesità, e in generale la condizione di sovrappeso, sono chiaramente correlate a una maggiore probabilità d’insorgenza di vari tumori e, cosa ancor più grave, a una prognosi decisamente peggiore quando il tumore si è già sviluppato. Penso che parlare ai propri pazienti di dieta e alimentazione abbia una grande importanza: nonostante negli ultimi anni ci sia una maggiore consapevolezza in materia, derivata da una migliore sensibilità dei media a questi argomenti, il rapporto di fiducia e l’autorevolezza che un medico può conferire a questo genere di indicazioni hanno ancora un peso determinante». 

Per quanto riguarda gli stili di vita, non si può non parlare del fumo. «Nonostante si moltiplichino le campagne contro il fumo, sono del parere che si potrebbe fare di più, magari iniziando dalle scuole, dato che questa cattiva abitudine si prende spesso durante l’adolescenza. Oltretutto, i fattori che incidono sulla pericolosità del fumo per la salute comprendono la quantità di sigarette fumate, il numero di anni per i quali si è fumato e quanto precocemente si è cominciato: il che rende ancora più importante parlare ai giovani, possibilmente adoperando linguaggi e modalità che possano comprendere. Inoltre, le campagne sono spesso concentrate sull’equazione fumo uguale tumore. Le statistiche dicono che, in Italia, ogni anno ci sono circa 70.000 morti correlati al fumo di sigaretta, dei quali circa la metà per tumore dei polmoni, della vescica e del distretto testa-collo, ma altrettanti per cause che interessano il sistema cardiaco e respiratorio, e di questo si parla poco. Infine, nonostante le pressioni di moltissimi colleghi, i farmaci che aiutano chi è motivato a smettere di fumare non sono ancora completamente a carico del sistema sanitario nazionale, cosa che costituirebbe un costo modesto, specialmente se paragonato con i benefici che se ne potrebbero avere.

Non fumare, mantenere una dieta corretta ed effettuare un minimo di esercizio fisico (anche senza passare per forza ore e ore in palestra) riduce considerevolmente le possibilità di sviluppare molte malattie, non solo oncologiche: anche metabolismo, respirazione e apparato cardiocircolatorio sono pesantemente influenzati dalle cattive abitudini».
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
www.cancercenter.it

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