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Le regole per portarli fuori in tutta sicurezza

Bimbi all'aperto, anche d'inverno

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Pubblicato il: 08-01-2013

Si ammalano così spesso che la tentazione di chiuderli in casa, sperando di proteggerli dall'attacco di virus e batteri, è forte. Ma gli esperti dicono no. Ecco perché.

Bimbi all'aperto, anche d'inverno © Photos.com Sanihelp.it - Chiusi in casa d’inverno, per evitare malattie e contagi? Niente di più sbagliato. I bambini, all’aria aperta, corrono molto meno rischi infettivi di quando si trovano in locali chiusi. A sostenerlo è la professoressa Susanna Esposito, direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione Policlinico di Milano e Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP).

«Con l’arrivo delle temperature fredde, i genitori hanno paura di lasciare i figli all’aria aperta, perché temono per la loro salute. In realtà, se ben coperti e portati fuori nelle ore centrali della giornata, hanno minori possibilità di essere esposti agli agenti infettivi di quante ne hanno se rimangono a lungo in luoghi poco areati. Infatti, i contatti ravvicinati con altri bambini o, più in generale, con i soggetti malati, sono una delle principali modalità di trasmissione delle malattie infettive».

In generale, i bambini devono essere coperti un poco di più di quanto si vesta una persona adulta, in quanto, nei primi anni di vita, hanno minori capacità di termoregolazione. Per evitare i malanni di stagione, quando si è fuori casa, la prima forma di prevenzione è utilizzare un abbigliamento adeguato: far indossare cappello, sciarpa e guanti, se le temperature si abbassano, coprire orecchie e gola al fine di evitare otiti e bronchioliti, molto frequenti in questa stagione. Inoltre, se gli indumenti si bagnano giocando nella neve o sciando, vanno asciugati accuratamente.

Oltre a questi accorgimenti, per evitare influenze e raffreddori, in previsione del picco previsto a febbraio, i pediatri della SITIP raccomandano di:
1. arieggiare almeno una o due volte al giorno gli ambienti chiusi
2. evitare contatti con soggetti malati (inclusi parenti anche di età adulta con sintomi respiratori modesti)
3. non esporre i bambini al fumo passivo
4. privilegiare, nei bambini con meno di tre anni di età, vacanze in luoghi con clima relativamente mite (mare, campagna, collina)
5. coprire adeguatamente i bambini che vanno in vacanza in montagna, e cambiarli qualora si bagnassero a contatto con la neve.

Ovviamente, i malanni di stagione non si possono evitare del tutto quindi, meglio essere informati sul da farsi. Otiti, bronchioliti e polmoniti sono le principali malattie che colpiscono i bambini nella stagione invernale e il clima temperato di questo autunno ha posticipato la circolazione di gran parte dei virus respiratori.

«Con il freddo, le persone si ritrovano al chiuso, quindi aumenta la circolazione dei principali virus che interessano le vie aeree, tra cui il virus respiratorio sinciziale, i virus influenzali e i rhinovirus. Particolare attenzione va prestata ai bambini dei primi 12 mesi di vita, perché sono particolarmente a rischio di bronchiolite, tanto che spesso si rende necessario il ricovero per difficoltà respiratorie e conseguenti problematiche ad alimentarsi. Nei più grandi, invece, l’esposizione al freddo in presenza di infezioni virali può favorire la comparsa di sovrainfezioni batteriche e il manifestarsi di polmoniti. È importante, inoltre, far visitare il bambino, soprattutto se alla febbre prolungata, si associano tosse e dolore toracico».


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Comunicato stampa Sitip

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