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Nono comandamento: utero sotto controllo, sempre

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Pubblicato il: 23-06-2004

I programmi di screening di massa sono un ottimo strumento per la prevenzione del tumore del collo dell'utero. Lo dimostrano le cifre: nei paesi dove quest'abitudine è ormai diffusa, il numero di donne affette da questa malattia è diminuito sensibilmente.

Sanihelp.it - In numerosi paesi in via di sviluppo il collo dell'utero è una delle sedi prevalenti del cancro, e rappresenta circa il 25% di tutti i cancri della donna.
Nelle popolazioni dei paesi industrializzati, invece, questa malattia oggi è meno diffusa, grazie alla diffusione di vasti programmi di screening di massa.

L'efficacia dello screening per il cancro del collo dell'utero non è stata mai dimostrata in prove preventive aleatorie. Esistono tuttavia numerose prove non sperimentali in termini di incidenza ridotta della malattia invasiva, che dimostrano come lo screening del cancro al collo dell'utero sia un buon orientamento di politica sanitaria.

L'efficacia dello screening del cancro del collo dell'utero è stata valutata sulla base di numerosi studi epidemiologici, primo fra tutti lo studio collaborativo coordinato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.
I risultati di questa ricerca hanno dimostrato che eliminare completamente questa malattia è un obiettivo non realistico, ma che la protezione massima dopo uno striscio negativo è di circa il 90% e dura numerosi anni.
In realtà a livello della popolazione gli effetti sono un po’ più modesti: in alcuni dei paesi nordici la riduzione è stata dell’80% nelle donne dei gruppi di età esposti più intensamente allo screening.

Ma in cosa consiste un programma di screening organizzato? Innanzitutto richiede elevati tassi di partecipazione, il controllo di qualità degli strisci vaginali e il conferimento dei casi positivi a cure adeguate. Questi elementi rendono possibile il monitoraggio del processo e la valutazione del risultato, con l’utilizzo di meno risorse rispetto ai programmi basati sulla partecipazione spontanea.

Una volta definita la popolazione da sottoporre a screening e identificate le donne nell'ambito di questa fascia, è possibile infatti inviare inviti personali, efficaci soprattutto se combinati con una campagna d’informazione da parte dei media.
Anche la gratuità del servizio si è dimostrata utile per aumentare la partecipazione. La garanzia di qualità di tutte le fasi del processo, il monitoraggio e la costante valutazione della percentuale di cancri rilevati.

Per concludere, la massima efficacia si raggiunge grazie a un programma organizzato di ampia portata, in cui lo screening cominci all'età di 25 anni e venga ripetuto a intervalli di tre o di 5 anni fino all'età di 60 anni.

Se vi capita quest’occasione non esitate ad accettarla. Come insegna il nono comandamento, UNO STRISCIO VAGINALE REGOLARE È UN’OTTIMA FORMA DI PREVENZIONE.

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FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Codice Europeo contro il cancro

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