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Bronchiolite: un pericolo per i bebè

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Pubblicato il: 22-01-2013

I bambini molto piccoli sono a rischio bronchiolite: un'infezione che può provocare difficoltà respiratorie anche molto serie. Ecco come riconoscerla e cosa fare.

Bronchiolite: un pericolo per i bebè © Photos.com Sanihelp.it - Otiti, bronchioliti e polmoniti sono le principali malattie che colpiscono i bambini nella stagione invernale. Particolare attenzione va prestata ai bambini molto piccoli, che non hanno ancora compiuto l'anno di età, perché sono particolarmente a rischio di bronchiolite, un’infezione respiratoria che interessa le piccole vie aeree (bronchioli) nel lattante.

È causata principalmente dal virus respiratorio sinciziale (VRS), ma diversi virus respiratori possono avere un ruolo nella sua insorgenza. Il contagio può avvenire per via aerea o mediante il contatto diretto con le secrezioni orofaringee. Nell’adulto e nel bambino più grande, i virus causano generalmente un comune raffreddore, mentre nel lattante determinano ostruzione delle piccole vie aeree con conseguente difficoltà respiratoria. L’infezione da VRS nel primo anno di vita può predisporre allo sviluppo successivo di asma. Spesso si rende necessario il ricovero, per difficoltà respiratorie e conseguenti problematiche ad alimentarsi.

Il lattante che sviluppa bronchiolite manifesta inizialmente rinite, tosse lieve e febbre. Dopo uno o due giorni, si verificano un aumento della tosse e della frequenza respiratoria. Tra i segni che indicano un peggioramento clinico, troviamo: respirazione rumorosa, difficoltà alla suzione e all'alimentazione, colorazione livida intorno alla bocca e alle dita delle mani e dei piedi.

Quando chiamare il pediatra? Se il bambino presenta uno dei segni di peggioramento clinico, se ha meno di 3 mesi di vita, in caso di febbre da più 24 ore, in caso di segni di disidratazione (difficoltà nell’assunzione di liquidi, mucose asciutte, pianto senza lacrime, quantità ridotta di urine rispetto al solito), o se c'è una malattia cronica di base (fibrosi cistica, cardiopatia congenita, displasia broncopolmonare, immunodeficienza, trapianto d’organo).

Nel frattempo, in caso di febbre, si può somministrare del paracetamolo (si raccomanda di consultare il pediatra per il dosaggio corretto). È bene fare lavaggi nasali più volte al giorno, con soluzione salina isotonica. Si raccomanda di non utilizzare gocce nasali contenenti altre soluzioni. Bisogna anche umidificare l’ambiente, con umidificatore a ultrasuoni che eroga vapore freddo e non congestiona le mucose.

Per evitare il ristagno delle secrezioni durante il sonno, è opportuno sollevare la testa, ponendo un cuscino sotto il materasso o un rialzo sotto i piedini del letto dalla parte della testa. A causa della difficoltà respiratoria, il piccolo potrebbe alimentarsi molto lentamente e non tollerare i cibi solidi: l'importante è che beva molto, per prevenire la disidratazione. Una regola valida sempre: evitare il fumo passivo, che irrita le vie respiratorie del lattante e blocca i meccanismi di difesa contro gli agenti infettivi.

Per evitare la bronchiolite, è consigliabile che in questo periodo i bebè non vengano portati in luoghi chiusi in cui può esserci un’elevata circolazione virale (asilo nido, mezzi pubblici, supermercati). Se il bambino è più grandicello e frequenta l’asilo, si raccomanda di lavargli spesso le mani. Nei lattanti ad alto rischio, a causa di patologie croniche di base e nei prematuri con età gestazionale inferiore alle 35 settimane, la prevenzione dell’infezione da VRS è attualmente basata sulla somministrazione di anticorpi anti-VRS, da eseguire una volta al mese per via intramuscolare, durante la stagione epidemica.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa con le dichiarazioni della professoressa Susanna Esposito, Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione Policlinico di Milano e Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP)

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