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Fruttosio? Poco va bene. Lo dicono le evidenze scientifiche

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Pubblicato il: 16-01-2013
Sanihelp.it - Alcuni articoli pubblicati di recente e che traggono spunto da uno studio dell’Università di Yale asseriscono che il fruttosio non produce nel cervello lo stesso effetto di sazietà del glucosio e potrebbe anzi essere una delle cause dell'epidemia di obesità. Abbiamo chiesto dunque agli esperti dell’Equipe Enervit alcune spiegazioni e colto l’occasione per illustrare le caratteristiche nutrizionali di questo zucchero improvvisamente messo al bando da una interpretazione un po’ sommaria di un lavoro pubblicato. «Come prima cosa il fruttosio è caratterizzato da un basso indice glicemico, è insulino-indipendente e dolcifica più del comune zucchero: queste caratteristiche riassumono l’aspetto favorevole del fruttosio, ovvero lo zucchero presente nella frutta, nel miele e in molti vegetali» spiega il professor Enrico Arcelli, dietologo e medico sportivo «Esso va assunto nelle giuste quantità. E la moderazione è sempre alla base di ogni consiglio nutrizionale».

Fra le caratteristiche del fruttosio c’è dunque il basso indice glicemico: «Quello del fruttosio» dice Arcelli «è circa 20. Pertanto i livelli di glucosio nel sangue aumentano molto meno rispetto all’utilizzo di un'analoga quantità di glucosio (IG 100) o di saccarosio, il comune zucchero da cucina che ha indice glicemico 68, cioè intermedio rispetto ai precedenti, come ci aspetteremmo, essendo formato sia da glucosio, sia da fruttosio. Ecco perché non incide in modo significativo sull'insulinemia, parametro tanto importante per una alimentazione bilanciata come la Zona. Inoltre, ha un potere dolcificante superiore a quello del saccarosio (il comune zucchero) e pertanto consente l’impiego di quantità inferiori per avere lo stesso grado di dolcezza».

Tuttavia su alcune riviste e in varie ricerche scientifiche, viene evidenziato che l’ingestione di fruttosio influenza l’insulino-resistenza, la trigliceridemia, l’ipertensione, la sindrome metabolica. «Queste ipotesi trovano origine in esperimenti su animali da laboratorio» continua il professore «che hanno dimostrato come l’esposizione cronica ad elevati livelli di fruttosio crea i problemi suddetti. Sull’uomo, piccole quantità di fruttosio non causano effetti indesiderati e l’insorgenza di patologie».

In conclusione ecco alcune considerazioni generali utili per una corretta informazione nutrizionale: «Qualsiasi elevato livello cronico di cibo crea problemi. Può essere di fruttosio, di saccarosio, di pasta o di pane. Tutti gli eccessi creano i presupposti per una risposta organica che alla lunga non si concilia con la salute. Anzi, crea proprio le basi per i problemi sopra citati. Bisogna poi fare attenzione a notevoli differenze tra fruttosio e fruttosio. Un conto è assumere fruttosio in piccole quantità per dolcificare, un altro conto è assumerlo libero, come accade nello sciroppo di fruttosio o HFCS, acronimo di Hight Fructose Corn Syrup. Questo prodotto si ottiene industrialmente partendo dall’amido di mais, un polisaccaride formato da tante molecole di glucosio legate tra loro, per arrivare dapprima allo sciroppo di glucosio e poi a quello di fruttosio attraverso una lavorazione industriale che utilizza enzimi capaci in un primo momento di spezzare i legami tra le molecole di glucosio e poi di convertire il glucosio in fruttosio. Si ottengono così prodotti molto economici e dalle molteplici virtù commerciali: miscelando opportunamente glucosio e fruttosio, le aziende ottengono sciroppi con diverso grado di dolcezza (per esempio, l’HFCS 55 - 55% fruttosio e 45% glucosio-), più duraturi e facili da trasportare perché liquidi rispetto al voluminoso zucchero di barbabietola».

In pratica, quali sono i quantitativi pericolosi? «Secondo le conoscenze attuali si ritiene che i quantitativi pericolosi siano superiori a 40-60 grammi al giorno, aggiunti a quelli già presenti in frutta, miele, ecc. Ammesso che ciò sia valido, siamo molto lontani dalle dosi che chiunque di noi potrebbe usare comunemente in una giornata (in pratica si dovrebbero usare ogni giorno da 10 a 15 bustine di fruttosio), a meno che non si assumano bevande gassate dolci in lattina».
Cosa si deve fare? «Il moderato uso di dolcificanti a basso indice glicemico sembra essere il più adatto a controllare l’eccessivo carico glicemico che concorre ai problemi di salute citati. Quindi tra i migliori dolcificanti c’è proprio il fruttosio».

Cosa va veramente evitato? «É consigliato evitare accuratamente l’uso continuativo di prodotti contenenti gli sciroppi di glucosio-fruttosio, da controllare attraverso la lettura degli ingredienti di dolci, bevande, yogurt, ketchup, cereali da colazione. Attenzione anche ai gelati nei quali tale sciroppo è usato per abbassare il punto di congelamento e per conferire la particolare cremosità».

Referenze scientifiche:

Jenkins D.J., Kendall C.W., Marchie A., Augustin L.A. Too much sugar, too much carbohydrate, or just too much? Am J Clin Nutr 2004 79: 5 711-712

Livesey G. Fructose ingestion: dose-dependent responses in health research. J Nutr. 2009 Jun;139(6):1246S-1252S. Epub 2009 Apr 22.

Stanhope K.L., Griffen S.C., Bair B.R.,m Swarbrick M.M., Keim N.L. Havel P.J. Twenty-four-hour endocrine and metabolic profiles following consumption of high-fructose corn syrup-, sucrose-, fructose-, and glucose-sweetened beverages with meals Am J Clin Nutr 2008;87:1195-1203


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