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Medicina è maschile o femminile?

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Pubblicato il: 05-07-2004

Uomini e donne hanno organi diversi, risposte diverse al dolore e alle patologie. Per molto tempo la medicina si è concentrata solo sull'uomo ma le cose stanno cambiando.

Sanihelp.it - La parità tra uomo e donna è raggiunta in molti ambiti, ma in campo medico ci sono ancora passi da fare.
A livello di farmaci e sperimentazioni, per secoli la medicina si è basata solo sul corpo maschile, o meglio sul corpo di un giovane uomo di razza bianca.
I test diagnostici e le misurazioni chirurgiche, nonché le posologie dei medicinali indicate sui bugiardini, sono state approntate sui suoi parametri.

La donna, considerata forse troppo complicata con i suoi cicli ormonali, si è spesso dovuta adattare a dei semplici aggiustamenti.
Ma non è così facile: anche di fronte alla stessa malattia, uomini e donne in realtà non reagiscono allo stesso modo al dolore, né ai farmaci che dovrebbero curarlo.

Il perché lo abbiamo chiesto ad Anna Maria Aloisi, fisiologa dell’università di Siena, che studia in laboratorio le differenze tra maschi e femmine nell’insorgenza del dolore.
«Le differenze sessuali nell’incidenza del dolore sono tantissime», ci spiega, «ad esempio in numerose patologie della testa come la cefalea a grappolo, l’emicrania con aura o la nevralgia del trigemino, ma anche in quelle che coinvolgono bocca e denti».

«I motivi non si sanno ancora con precisione, ma al di là dell’ipotesi genetica la causa più probabile sono le differenze ormonali. Gli ormoni gonadici hanno più importanza di quanto si pensi nello sviluppo delle patologie, e spiegano le differenze tra uomo e donna sulla gravità dei loro sintomi. Gli estrogeni, infatti, ormoni tipicamente femminili, oltre a favorire l’attivazione del sistema nervoso a vantaggio di memoria e attenzione, inducono il cervello femminile a immagazzinare più facilmente il ricordo del dolore, e quindi a soffrire di più. Il testosterone maschile, al contrario, agisce inibendo questi meccanismi».

In sostanza, quindi, uomini e donne sviluppano fin dalla nascita strutture diverse, dal sistema immunitario agli enzimi del fegato, ed è impensabile che queste differenze non influiscano sulle malattie. A dimostrazione di questo, l’organismo femminile risulta più predisposto alle malattie cardiache, alla depressione, all'osteoporosi e alle malattie sessualmente trasmesse.

Eppure, spesso le sperimentazioni dei farmaci hanno trascurato questo aspetto, scartando alcune sostanze prive di effetto sugli uomini, ma potenzialmente utili per le donne.
Oggi per fortuna il problema è superato, e le case farmaceutiche sono obbligate a condurre i loro test sia su uomini che su donne.
Come sottolinea la Aloisi, «studiare le differenze di sesso nelle patologie del dolore rappresenta una grande possibilità di arricchimento», nonché una necessità, dato che le donne sono statisticamente più colpite da diagnosi errate e interventi chirurgici inutili.
I motivi? Nella donna, ad esempio, i campanelli d’allarme di un infarto sono diversi da quelli dell’uomo.

Per abolire la vecchia convinzione che l’unica differenza tra uomo e donna sia l’apparato riproduttivo ora cominciano a muoversi in tanti. Tra gli altri, il Ministero delle Pari Opportunità con il progetto Una salute a misura di donna, e la Fondazione Pfizer, in collaborazione con L’Università di Siena e l’Associazione Donne e Scienza, con il progetto Medicina, singolare maschile.

Cari uomini, prima di dire che i dolori tipicamente femminili sono solo frutto del nostro isterismo congenito, vi conviene pensarci due volte…e rileggere questo articolo!


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Redazione Sanihelp.it

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