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Lance Armstrong ha ammesso il doping

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Pubblicato il: 22-01-2013

Niente più alcun dubbio: quello che era considerato un mito del ciclismo, oggi sappiano a torto, ha confessato ufficialmente di essersi dopato. Sempre.

Lance Armstrong ha ammesso il doping © Rete Sanihelp.it - Forse nessun altro sportivo come Lance Armstrong ha sperimentato una caduta così diretta e veloce dalle stelle alla polvere, anzi al fango. Aveva sconfitto un tumore e vinto sette Tour de France, difficile credere che una persona che ha lottato contro il cancro sia disposta a mettere in gioco la propria salute con il doping, perché assumere sostanze dopanti, oltre a essere una truffa, è anche un modo per compromettere l’organismo. E invece sì.

Lo ha confessato durante una lunga intervista nello show di Oprah Winfrey: si è dopato e lo ha fatto per tutta la carriera. Ha preso cortisone e testosterone e l’Epo, che è un ormone che stimola il midollo osseo a produrre globuli rossi, per migliorare la disponibilità di ossigeno nel sangue e favorire le prestazioni aerobiche, ma che può determinare un aumento della pressione arteriosa e, nel tempo, malattie renali e anche leucemia.  La Winfrey gli ha chiesto se ritenesse il doping responsabile del suo tumore: «Non credo. Non sono un medico, nessun dottore mi ha detto questo» ha spiegato Armstrong.

Ora ha perso tutto: ovviamente i titoli conquistati con la truffa ma anche l’accesso a vita a qualsiasi competizione sportiva ufficiale e la collaborazione degli sponsor. Ha perso anche quello che lui ha definito il suo sesto figlio, Livestrong, l’associazione per la lotta ai tumori da lui stesso fondata quando ancora lottava contro il cancro ai testicoli. Prima le dimissioni da presidente a ottobre 2012, subito dopo il distacco totale: «È stato quello il momento più umiliante: avere quella telefonata che mi consigliava di dimettermi da presidente e restare coinvolto nelle varie attività. E poi la seconda telefonata dopo un paio di settimane: abbiamo bisogno che ti faccia da parte» ha raccontato l’ex ciclista.

Si era ammalato a 25 anni e la diagnosi di tumore al terzo stadio gli lasciava meno del 50% di probabilità di sopravvivere. In quei mesi decise di fondare l’associazione e in meno di tre anni riuscì non solo a sconfiggere il tumore ma anche a tornare alle gare. Vinse il primo Tour, anche se ora sappiamo in che modo. Oggi Lance è in terapia psicanalitica e ammette: «Non mentirò al pubblico dicendo sono in terapia, mi sento meglio». Il percorso è infatti ancora lungo.


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