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Problemi alla prostata: unire l'utile al dilettevole

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Pubblicato il: 06-07-2004

L'ipertrofia prostatica benigna non crea solo problematiche dovute alla minzione, recenti studi hanno dimostrato che esiste una forte correlazione con problemi sessuali legati all'erezione e all'eiaculazione.

Sanihelp.it - Non solo diabete, ipertensione e cardiopatie in genere, anche l'ipertrofia prostatica benigna (IPB) va annoverata tra le patologie che danno origine a disunzioni sessuali. Anzi, a onor del vero è la principale causa con un incidenza tre volte superiore al diabete, fino a oggi ritenuta la patologia più invalidante sulla sessualità.

I risultati dello studio MSAM-7 (Multinational Survey of the Aging Male) parlano chiaro: il 90% dei 12000 uomini over 50 intervistati soffre di disturbi delle basse vie urinarie. Riguardo alla sfera sessuale è stato appurato che l’83% è sessualmente attivo e di questi quelli che soffrono di IPB vedono ridurre drasticamente il numero dei rapporti sessuali a causa di problemi di erezione ed eiaculazione.

In base alla gravità dei sintomi, la percentuale di chi dichiara problemi erettivi passa dal 43% per i sintomi lievi all’82% per sintomi gravi. Allo stesso modo i problemi di eiaculazione si attesta al 41% per chi soffre lievemente di IPB e sale al 76% per i casi più gravi.

Il disturbo sulla sessualità si aggiunge ai sintomi clinici che interferiscono già pesantemente sulla qualità della vita come per esempio nicturia, pollachiuria, diminuzione della forza e delle dimensioni del getto urinario, infezioni e calcolosi.

I problemi che emergono da questo studio hanno dunque una duplice natura.

In primo luogo una percentuale così alta di malati indica che gli uomini tendono a non farsi curare, può essere perchè hanno paura dell’operazione o perché accettano questi problemi e li giustificano come effetti ineluttabili dell’avanzare degli anni.

In secondo luogo, se l’incidenza della disfunzione sessuale è così elevata significa che le terapie devono tener conto anche di questo fattore.

Alcune terapie farmacologiche, infatti, tendono a essere loro stesse cause di disturbi sessuali; la finasteride, per esempio può dare impotenza e la tamsulosina è responsabile fino al 30% dei pazienti trattati di eiaculazione retrograda.

Limitare i sintomi e non provocare effetti sulla sfera sessuale è una caratteristica fondamentale per questa categoria di farmaci, l’alfuzosina sembra in grado di raggiungere il duplice obiettivo di trattare l’IPB preservando la funzione sessuale… Quando si dice unire l’utile al dilettevole.


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Redazione Sanihelp.it

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