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Fisco

Anche i pet finiscono nel redditometro

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Pubblicato il: 29-01-2013

Il temutissimo redditometro è arrivato anche nel mondo degli animali domestici. Per paura del fisco i proprietari non vogliono mettere il microchip al cane.

Anche i pet finiscono nel redditometro © Photos.com Sanihelp.it - Eccolo è arrivato! Il redditometro fa già parlare di sé pur non essendo entrato ancora in funzione. Con questo strumento si può accertare il reddito effettivo di una persona attraverso un controllo incrociato tra entrate ed uscite per valutare l’indice di ricchezza. L’agenzia delle Entrate avrebbe inserito nel nuovo redditometro, per ora in fase sperimentale, anche le spese veterinarie per gli animali domestici. Gli animali domestici rientrerebbero in una delle sette categorie aggiunte di recente allo strumento, con il fine di combattere l’evasione fiscale.

Questo ha già seminato il panico. Infatti un proprietario, invitato dal proprio veterinario all’iscrizione all’anagrafe canina dei suoi cuccioli, ex Legge n. 281/1991 ha avuto paura delle conseguenze che si sarebbero palesate nel redditometro e si è rifiutato. Grazie al redditometro, le visite veterinarie per gli animali da compagnia vengono classificate come indicatori di ricchezza.

In famiglia un animale domestico, svolge un importantissimo ruolo sociale. Per molti proprietari la presenza di una animale domestico è davvero insostituibile in quanto fa compagnia a bambini ed anziani, è spontaneo in tutto ciò che fa, è fedele e soprattutto riesce a dare un buon supporto psicologico alla famiglia stessa

Il proprietario ripaga il suo animale domestico sia a livello affettivo ma anche concreto, garantendogli una vita serena e tranquilla e tutte le cure possibili in caso di malattia o infortunio.

Curare un animale, preservarlo da malattie è un obbligo di legge ma anche un manifesto atto di amore nei confronti di creature che si affidano completamente al proprio proprietario.

Non è detto che la persona che si prende cura di un animale sia per forza abbiente ma anzi spesso le persone fanno sacrifici enormi per garantire una vita serena e dignitosa al proprio amico peloso.

Il presidente dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), Marco Pelosi, si è subito attivato chiedendo un incontro urgente al Ministro Renato Balduzzi.
In un comunicato ufficiale Pelosi afferma: «Evidentemente, per lo Stato italiano la capacità senziente degli animali è stata interpretata come capacità tributaria e di patire la peggiore vessazione fiscale di tutta Europa e tutto questo mentre il Parlamento Europeo incoraggia le misure veterinarie per combattere il randagismo, il Trattato di Lisbona considera gli animali esseri senzienti e la Commissione Europea legifera in favore della sanità animale e finanzia il benessere animale».

«Ci sono voluti anni di lavoro da parte della categoria dei medici veterinari – afferma la Federazione degli Ordini Veterinari - e anche delle associazioni animaliste, perché transitasse il concetto che chi decide di prendere con sé un animale ne deve garantire il buono stato di salute. Per la dignità dell'animale, per il rispetto della salute degli altri animali e perché alcune malattie, se non tenute sotto controllo, possono diventare delle zoonosi trasmissibili all'uomo. Il redditometro ha già prodotto un impatto negativo sui proprietari, con una ripercussione negativa sulla prevenzione veterinaria. Per il momento, più che prudenza sulla decisione di spesa, c'è sbigottimento; è passato il messaggio, grave dal punto di vista sanitario, che le spese veterinarie sono superflue, sono un lusso, sono una spesa-simbolo di ricchezza in una fase storica che chiede austerity».

In un paese dove si combatte con tutte le forze il randagismo, il sovraffollamento nei canili, la presenza di canili lager e l’assoluta mancanza di fondi non è pensabile infliggere una misura fiscale così rigida che anziché limitare l’abbandono lo incentiva.

Anche l’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) si è fatta promotrice di un ricorso collettivo contro il redditometro, grazie ai legali dello sportello animali, ove la partecipazione è totalmente gratuita.

I problemi di evasione fiscale non si risolvono considerando gli animali domestici beni di lusso e colpendo quelle categorie di persone che agiscono mosse da un grande amore verso il proprio amico peloso.

Cosa ne pensate di tutto questo?


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, Agenzia delle Entrate, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente

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