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Ernia: un terzo dei malati soffre dopo l'intervento

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Pubblicato il: 05-02-2013
Sanihelp.it - Stando a quanto riportato all’ultimo congresso dell’American Hernia Society, il dolore cronico post-operatorio riguarda il 30% dei malati operati per un’ernia inguinale. L’unica soluzione è re-intervenire chirurgicamente per capire da cosa sia causato il dolore.

L’ernia inguinale è la patologia più operata in assoluto. Oggi in Italia vengono eseguiti circa 200.000 interventi ogni anno, molti dei quali con dimissioni entro le 24 ore. Quello d’ernia viene considerato, nella maggior parte dei casi, un intervento semplice, ma in un terzo dei casi il malato si ritrova a dover gestire un nuovo dolore.

A volte la non perfetta aderenza delle reti o il loro spostamento e/o malassorbimento può causare problemi e dolore. Anche le nuove reti in materiali sintetici, protesi usate per far rientrare l’ernia all’interno della parete addominale, benché migliori dei tradizionali punti di sutura nel rinforzare la parete, possono dare problemi, irritando le terminazioni nervose e aumentando il rischio di infezioni.

L’unica chance per minimizzare il rischio è quella di affidarsi alla competenza di un chirurgo specializzato in interventi d’ernia, per evitare quanto più possibile di dover re-intervenire chirurgicamente.

Il chirurgo esperto, oltre ad avere una casistica di interventi più ampia rispetto al chirurgo generale, è in grado di selezionare in modo personalizzato i presidi da utilizzare, le tipologie d’intervento e di assistenza pre e post operatoria. 

Esistono infatti oggi molti tipi di reti e di intervento che, a seconda delle caratteristiche fisiche del malato e dell’anatomia chirurgica e a seconda del tipo di ernia, può essere condotto in laparoscopia o a cielo aperto, con anestesia locale o generale, con tecnica di sutura standard o suture-less

In generale la tecnica mini-invasiva open, essendo meno invasiva e non richiedendo l’anestesia generale, ha maggiori probabilità di successo, difficilmente va incontro a complicanze, e l’anestesia locale, lasciando il malato vigile, gli permette di interagire col chirurgo. Il perfetto isolamento dei nervi della regione, poi, previene il dolore post-operatorio.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa sulla testimonianza portata dal dr. B. Todd Heniford durante l’ultimo congresso dell’American Hernia Society.

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