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Percorsi di cura

Dopo il tumore: le strategie per stare bene

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Pubblicato il: 05-02-2013

Controlli clinici, percorsi psicologici e uno stile di vita sano che eviti la solitudine: queste le strade per scongiurare le ricadute e per non farsi trovare impreparati per un'eventuale nuova battaglia.

Dopo il tumore: le strategie per stare bene © Photos.com Sanihelp.it - Affrontare un tumore è una faticosa battaglia, che mette a dura prova il corpo e lo spirito, e coloro che riescono a vincerla non devono poi essere lasciati soli. 
I luogoviventi, coloro che hanno da poco terminato un percorso di cura con risultati positivi, hanno ancora bisogno di assistenza sia dal punto di vista clinico che psicologico. Questo il tema al centro dell’incontro I survivors in oncologia: l'esperienza italiana, svoltosi lo scorso 1 febbraio ad Aviano (Pordenone): occasione anche per presentare il modello organizzativo dell’UOC di Oncologia Medica - RAO (Rete Assistenza Oncologica) diretta dal dottor Paolo Tralongo dell’ASP 8 Siracusa e basato sulla centralità del paziente. Gli specialisti hanno valutato anche altri modelli nazionali e internazionali come quelli di Milano, Bari e degli USA.

Spiega il dottor Tralongo: «Dopo la diagnosi di un tumore i controlli periodici rappresentano un momento importante per la valutazione del paziente. Oltre alla sorveglianza della malattia oncologica di base, il follow up consente di prendere in considerazione altri aspetti della salute: le tossicità tardive, i secondi tumori, le comorbidità, la fatigue, l’educazione a stili di vita corretti (nutrizione, attività fisica, astensione da fumo e alcol), l’impatto psicosociale della malattia e tutte quelle condizioni comunque legate alla malattia oncologica che ostacolano il ritorno alla normale quotidianità e per le quali esistono strumenti e procedure di provata utilità ed efficacia. Il follow up è un’attività a bassa complessità solitamente basata su un’anamnesi accurata, sull’esame obiettivo generale e, in alcuni casi, su pochi esami strumentali, ben definiti da linee guida e da documenti di raccomandazione. Esistono dei percorsi specifici post guarigione. In particolare, nella nostra Unità Operativa è attivo un programma di supporto che segue il paziente per tutte le problematiche che possono derivare dalla diagnosi di un tumore, da quelle puramente cliniche a quelle psicosociali. L’obiettivo è quello di creare una struttura interamente dedicata a questi pazienti in un’unità a sé stante ma al tempo stesso intimamente connessa con l’unità operativa in cui si effettuano le cure intensive».

Non è da escludere che la malattia possa ripresentarsi. Anche per questo il paziente non deve essere abbandonato a se stesso: «Nei primi periodi successivi al termine delle terapie oncologiche specifiche, i controlli devono essere necessariamente ravvicinati, per poi diradarsi man mano che ci si allontana nel tempo dall'insorgenza del tumore. Va ricordato che il malato guarito può cadere in recidive o contrarre un secondo tumore. Inoltre ci sono guarigioni che implicano stati di invalidità permanenti, più o meno gravi, che rendono il paziente dipendente dai presidi medici e da varie forme di assistenza.

Ai pazienti ai quale è stato diagnosticato un tumore e che hanno terminato le terapie iniziali di tipo chirurgico, medico o radioterapico, vengono generalmente proposti visite e controlli periodici, per verificare che non ci sia una ripresa della malattia, che non si verifichino effetti collaterali a distanza e che un’eventuale recidiva della malattia sia diagnosticata il prima possibile. I pazienti hanno superato la fase molto stressante della diagnosi e di cure decisamente impegnative e vogliono progressivamente tornare alla vita normale pur con la prospettiva di mantenere sotto osservazione il proprio stato di salute. Il paziente e i familiari vengono supportati in questo percorso fin dall’inizio della diagnosi di malattia».

Secondo il dottor Tralongo oltre ad avere abitudini di vita sane, è importante circondarsi di persone evitando così l’isolamento, per rinforzare anche la propria psiche.

«Ciascuno di noi può fare tanto per ottenere un corretto stile di vita; cambiando abitudini e riducendo l'esposizione ai più noti fattori di rischio, è possibile mantenere uno stile di vita di qualità. Non iniziare a fumare, o interrompere questa abitudine, risulta quanto mai importante per la salute di chiunque e in particolare di un lungovivente. Le bevande alcoliche fanno parte dell'alimentazione e della cultura dell'uomo e il vino accompagna i pasti o una serata in compagnia. Tuttavia, il consumo di alcol eccessivo è dannoso per l'organismo e può essere cause di malattie. Un esercizio costante e quotidiano consente di prevenire le malattie del cuore, ridurre il sovrappeso, le cadute, la depressione, l'osteoporosi, le complicanze broncopolmonari. Mangiare in modo vario ed equilibrato deve essere uno stile di vita quotidiano.

È un binomio che funziona quello tra la ricchezza delle relazioni personali e la salute: più si hanno amici, o persone da frequentare, nel corso della giornata, meno ci si ammala. L'isolamento può essere, molto spesso, più dannoso del fumo, della cattiva alimentazione e persino dell'obesità».


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Comunicato stampa Value Relations

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